Profughi ucraini, le prime indicazioni del ministero della Salute

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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La guerra in Ucraina arriva in Italia: sono già migliaia (alla data di ieri erano oltre 7000) i rifugiati in fuga che raggiungono, il più delle volte, familiari che già vivono qui. Il ministero della Salute ha fornito indicazioni sanitarie in merito alla prima accoglienza. La prima preoccupazione è il Covid-19, data la bassa prevalenza di vaccinati tra la popolazione ucraina.

Le Aziende sanitarie locali sono state invitate a prediporre le risorse necessarie all’esecuzione di test diagnostici (tamponi antigenici e molecolari) e alla somministrazione di vaccini anti-Covid-19 e altre vaccinazioni di routine per la popolazione a rischio. Le ASL dovranno, inoltre, assicurare le necessarie attività di sorveglianza, prevenzione e profilassi vaccinale anche in relazione alle altre malattie infettive.

Il ministero richiama poi tutti i medici alla precoce identificazione delle persone con esigenze particolari e specifiche vulnerabilità: minori stranieri non accompagnati, donne in stato di gravidanza, nuclei familiari monoparentali.

Ecco alcune indicazioni pratiche per l’esecuzione dei tamponi e dei vaccini.

 

Tamponi antigenici o molecolari

Nel caso di cittadini che provengono dall'Ucraina, indipendentemente dalla cittadinanza, privi di Passenger Locator Form (PLF, in forma digitale o cartacea) o di certificazione verde Covid-19, le ASL territorialmente competenti dovrannom provvedere all’esecuzione dei test diagnostici nelle 48 ore dall'ingresso, se non è avvenuta al momento dell’entrata nel Paese.

Tutti i casi o contatti di caso vanno gestiti secondo la normativa vigente adottando le misure di profilassi e tracciamento più idonee. A questo fine, molte Regioni hanno riattivato gli alberghi Covid, al fine di consentire l’isolamento e la cura delle persone positive e dei loro familiari anche in assenza di un domicilio.

 

Vaccini e profilassi

Il ministero ricorda che, sulla base dei dati disponibili, la copertura vaccinale per COVID-19 in Ucraina si aggira intorno al 35% della popolazione, una fra le più basse in Europa. I vaccini autorizzati in Ucraina corrispondono, per la maggior parte, a quelli autorizzati dall’EMA o equivalenti (Comirnaty, COVID-19 Vaccine Janssen, Covishield, Spikevax, Vaxzevria), a cui si aggiunge il vaccino Coronavac (Sinovac).

 

Raccomandazioni

Nell’ambito della presa in carico sanitaria, si raccomanda di offrire la vaccinazione anti-Covid-19, in accordo con le indicazioni del Piano nazionale di vaccinazione, ovvero a tutti soggetti a partire dai 5 anni di età che dichiarano di non essere vaccinati o non sono in possesso di documentazione attestante la vaccinazione, comprensiva della dose di richiamo (booster) per i soggetti a partire dai 12 anni di età. La vaccinazione andrà regolarmente registrata assegnando ai richiedenti un codice STP (Straniero Temporaneamente Presente).

 

Vaccinazioni di routine

Per quanto riguarda le vaccinazioni di routine, si segnalano notevoli criticità dovute alle basse coperture vaccinali in Ucraina e al recente verificarsi di focolai epidemici, come l’epidemia di morbillo nel 2019 e il focolaio di polio iniziato nel 2021 e tutt’ora in corso nel Paese. Tale situazione affonda le radici in anni di difficoltà organizzative e di approvvigionamento di vaccini, oltre che in una lunga storia di esitazione vaccinale, ampiamente diffusa sia nella popolazione generale sia fra gli operatori sanitari. Oltre a rappresentare un ostacolo per l’adesione all’offerta vaccinale in fase di accoglienza, questo può ulteriormente aumentare il rischio che si sviluppino focolai epidemici di malattie prevenibili da vaccino nelle strutture deputate all’accoglienza dei migranti, già favorito dalle precarie condizioni igienico-sanitarie associate alla crisi e al fenomeno migratorio stesso.

Per le vaccinazioni di routine, il calendario vaccinale ucraino prevede le seguenti vaccinazioni:

  • Epatite B
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  • Difterite, Tetano, Pertosse, Polio
  • Haemophilus influenzae b
  • Morbillo, Parotite, Rosolia

 

Raccomandazioni per i minori fino al compimento dei 18 anni di età

  • Soggetto mai vaccinato, con documentazione insufficiente e stato vaccinale incerto: è raccomandata l’offerta delle vaccinazioni previste, in rapporto all’età, secondo il calendario del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale.
  • Soggetto regolarmente vaccinato nel Paese di origine e con stato vaccinale adeguatamente documentato: è raccomandata l’offerta delle vaccinazioni previste, in rapporto all’età, secondo il calendario del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, per l’eventuale completamento del ciclo vaccinale primario o i successivi richiami.

 

Raccomandazioni per gli adulti (≥ 18 anni)

Per i soggetti adulti non vaccinati o con stato vaccinale incerto, si raccomanda di offrire le seguenti vaccinazioni:

  • Difterite, Tetano, Pertosse, Polio
  • Morbillo, Parotite, Rosolia (eccetto donne in gravidanza)
  • Varicella (da valutare in baseall’anamnesi)
  • Epatite B (HBV) in caso di screening negativo (da valutare).