Probiotici e diarrea da antibiotici: l'efficacia dipende dai criteri valutati

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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  • Un mix di probiotici assunto nella settimana successiva a una terapia antibiotica da un un gruppo di bambini e ragazzi è inefficace nel ridurre il rischio di diarrea associata agli antibiotici secondo una specificia definizione utilizzata nello studio.
  • Tuttavia se si valuta l'incidenza di diarre per tutte le cause, il probiotico sembra ridurre il rischio complessivo, suggerendo che la definizione di diarrea da antibiotici che si adotta nella valutazione influenza grandemente il risultato.

Un probiotico multispecie potrebbe essere utile nella prevenzione della diarrea nei bambini che si sottopongono a un trattamento antibiotico, purché ci si intenda sulla definizione. È quanto affermano gli autori di uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics, che mostra come il probiotico, contenente 8 diversi ceppi batterici, pur non avendo ridotto rispetto al placebo il rischio di diarrea causata da Clostridioides difficile o a eziologia sconosciuta nonostante i test eseguiti su campioni di feci, ha diminuito il rischio generale di diarrea durante la terapia antibiotica e nei 7 giorni successivi. Un esito, quest’ultimo, che più si avvicina a quello cercato di norma nella pratica clinica.

Lo studio, condotto in alcuni ospedali olandesi e polacchi tra febbraio 2018 e maggio 2021, ha coinvolto 350 bambini e ragazzi tra i 3 mesi e i 18 anni (più della metà maschi, età media circa 4 anni) entro 24 ore dall’inizio di una terapia sistemica con antibiotici ad ampio spettro. I partecipanti (sia ricoverati in ospedale sia trattati a livello ambulatoriale) dovevano assumere per tutta la durata del trattamento antibiotico e per i 7 giorni seguenti un probiotico multispecie costituito da 8 ceppi batterici o un placebo. I campioni di diarrea, quando presente, sono stati testati per diversi patogeni, tra cui rotavirus, adenovirus, Salmonella species e altri. I ricercatori hanno quindi valutato, come outcome primario, la diarrea associata agli antibiotici, definita come almeno 3 episodi al giorno di feci molli o acquose (in 24 ore) provocata da Clostridioides difficile o di eziologia sconosciuta.

Nell’analisi intention-to-treat (313 partecipanti), è stata osservata un’incidenza simile di diarrea associata agli antibiotici tra il gruppo che ha ricevuto il probiotico (23 su 158) e quello che ha assunto il placebo (28 su 155) (rischio relativo [RR] 0,81). Quando però è stata analizzata la diarrea a prescindere dalla sua eziologia (uno degli outcome secondari), è emerso che i pazienti che hanno preso il probiotico avevano un rischio di diarrea minore rispetto a quelli assegnati al placebo (33 contro 50; RR 0,65). Inoltre, con il probiotico è stata osservata una minore probabilità di ricorso alla reidratazione per via endovenosa a causa della diarrea.

Non sono state riscontrate differenze negli altri outcome secondari considerati, né negli eventi avversi. Visti i risultati, per gli autori l’uso del probiotico andrebbe considerato nei bambini sotto antibiotici. Inoltre lo studio mostra anche come la definizione di “diarrea associata agli antibiotici” sia in grado di influenzare i risultati della ricerca così come la loro interpretazione.