Primario Pavia, 'malattia ha 2 fasi, capirla apre a nuove strategie’


  • Adnkronos Salute
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Milano, 10 mar. (AdnKronos Salute) - (di Lucia Scopelliti) - Non sono trascorse neanche 3 settimane da quando l’Italia si è trovata a fronteggiare lo ‘tsunami Covid-19’. "Non è tanto tempo, anche se sembra infinito". Ma i medici degli ospedali in prima linea stanno imparando a conoscere le modalità di attacco messe in atto dal nuovo coronavirus. "Abbiamo capito che la malattia ha due fasi: una iniziale che si presenta con una polmonite interstiziale con medio-basso fabbisogno di ossigeno e una fase secondaria rapidamente progressiva, in cui interviene una sindrome infiammatoria che fa peggiorare completamente la situazione". A fare il punto è Raffaele Bruno, direttore dell'unità operativa complessa Malattie infettive del Policlinico San Matteo di Pavia, che all’AdnKronos Salute spiega quanto sia "importante aver capito questo primo dato".

E’ un aspetto clinico da evidenziare "perché apre uno spazio a nuove strategie terapeutiche", evidenzia l’esperto dell’Irccs pavese che ha curato fra gli altri anche il paziente 1, il 38enne arrivato all’ospedale di Codogno in condizioni gravi, il primo ad essere risultato positivo al nuovo coronavirus in Lombardia svelando la presenza in Italia del patogeno ‘venuto da lontano’. Fra le nuove strategie si guarda per esempio "a un farmaco per l’artrite reumatoide - dice Bruno - con il quale erano state fatte delle esperienze in Cina" dai risultati incoraggianti. "Ora un po’ tutti stiamo cercando di capire che ruolo può avere. E’ il vantaggio di avere una comunità scientifica globalizzata".