Pressione arteriosa e glicemia sotto controllo per diminuire il rischio di blocco atrioventricolare


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Messaggi chiave

  • Oltre ai fattori di rischio cardiovascolare conosciuti, valori elevati di pressione sistolica e di glicemia a digiuno, fattori di rischio modificabili, sono associati in modo indipendente al blocco atrioventricolare (AV), anche dopo aggiustamento per eventi avversi coronarici maggiori.
  • Si stima che circa la metà dei casi di blocco AV si sarebbe evitato se i partecipanti allo studio avessero avuto livelli normali di pressione arteriosa e di glicemia.
  • Il trattamento dell’ipertensione e il controllo della glicemia potrebbero essere strategie efficaci nella prevenzione del blocco AV e quindi dell’impianto di pacemaker.

Descrizione dello studio

  • Analisi condotta sui dati dei partecipanti al Mini-Finland Health Survey (1978-1980).
  • Dati demografici, comorbidità, abitudini, misurazioni di laboratorio ed elettrocardiogramma (ECG) esaminati come potenziali fattori di rischio per blocco AV incidente.
  • Endpoint primario: incidenza di blocco AV (ricoveri ospedalieri per blocco AV di II o III grado verificati tramite un registro nazionale).
  • Follow-up: 1987-2011.
  • Fonti di finanziamento: finanziamenti europei.

Risultati principali

  • Lo studio ha coinvolto 6.146 individui (età media 49,2 [SD 12,9] anni).
  • L’ECG mostrava malattia della conduzione cardiaca nell’8,6% (n=529).
  • Durante il follow-up, 58 (0,9%) partecipanti sono stati ricoverati in ospedale per blocco AV.
  • Dopo aggiustamento multivariato, età avanzata (hazard ratio [HR] per incremento di 5 anni 1,34; IC 95% 1,16-1,54; P
  • Pressione sistolica e livelli di glicemia erano due fattori di rischio modificabili associati in modo indipendente al blocco AV: ogni incremento di 10 mm Hg nella pressione sistolica e di 20 mg/dL nei livelli di glicemia a digiuno erano associati a un rischio maggiore del 22% (rispettivamente: HR 1,22; IC 95% 1,10-1,34; P=0,005 e HR 1,22; IC 95% 1,08-1,35; P=0,001).
  • L'associazione è stata confermata dopo aggiustamento per eventi avversi coronarici maggiori.
  • Nella valutazione del rischio attribuibile nella popolazione, si stimava che valori elevati di pressione sistolica e di glicemia a digiuno erano responsabili del 47% (IC 95% 8%-67%) e dell’11% di tutti i blocchi AV, rispettivamente.

Limiti dello studio

  • Generalizzabilità limitata dato che tutti i partecipanti erano bianchi.
  • Studio osservazionale.
  • Follow-up iniziato dopo 7-9 anni l’arruolamento dei partecipanti.

Perché è importante

  • L’impianto di pacemaker, pratica usata per il trattamento per il blocco AV in aumento in tutto il mondo, può generare serie complicanze e avere prognosi negative.
  • Non ci sono strategie di prevenzione o curative per il blocco AV in quanto i fattori di rischio modificabili non sono ancora identificati.
  • Una migliore comprensione delle condizioni associate al blocco AV consentirebbe lo sviluppo di strategie di prevenzione evitando così le complicanze associate al pacemaker e un migliore uso di risorse sanitarie.