Pressing Fnomceo su Governo, urge misura per specializzare ogni medico


  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Milano, 22 lug. (Adnkronos Salute) - "Sblocco del turnover, con un incremento e un ricambio generazionale del personale ospedaliero; aumento dei medici convenzionati sul territorio; azzeramento dell''imbuto formativo'", con una misura urgente che permetta a tutti i medici di specializzarsi. La Federazione nazionale Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) fa pressing sul Governo, ribadendo i 3 punti prioritari del 'Piano Marshall per la sanità' che ha presentato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante gli Stati generali dell'economia.

Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, torna a ripeterli nella giornata in cui il premier relaziona al Parlamento sugli esiti del Consiglio europeo straordinario che si è concluso con l'accordo sul Recovery fund. Fondi che, secondo il numero uno della Federazione, "vanno investiti in maniera prioritaria sulla sanità, per non farci trovare nuovamente impreparati da una possibile recrudescenza dell'epidemia di Covid-19 o da altre emergenze".

"Usciti dall'emergenza - dichiara Anelli - la crisi innescata dalla pandemia di Covid-19 può essere ora colta come un'opportunità per cambiare le nostre strategie sulla sanità. Lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, richiamando le parole di Papa Francesco, ha in più occasioni ribadito che 'peggio di questa crisi c'è solo il rischio di sprecarla'. Ebbene, la pandemia è stata una sorta di stress-test per il nostro Servizio sanitario nazionale, che ne ha messo impietosamente in luce le criticità e ne ha evidenziato i punti di forza. Tra questi ultimi sicuramente possiamo annoverare il capitale umano, con le competenze, i valori, l'abnegazione, il senso del dovere dei suoi medici, dei suoi professionisti, dei suoi operatori sanitari. E' grazie a loro, che si sono spesi senza sosta e sino all'estremo sacrificio, se il sistema ha retto e ha saputo rispondere alla crisi con flessibilità ed elasticità".

"Ora è il momento di investire - esorta Anelli - E un vero rilancio del Paese non può che passare attraverso una valorizzazione dei suoi professionisti, in particolare di quelli sanitari, che devono essere messi nelle migliori condizioni per lavorare, insieme, in ospedale e sul territorio. Molte delle criticità che, durante la fase acuta dell'epidemia" di coronavirus Sars-CoV-2, "hanno messo a serio rischio la tenuta del nostro Ssn erano infatti preesistenti alla Covid-19 e sono esplose durante l'emergenza: le loro cause vanno ricercate in un decennio di politiche di sottofinanziamenti, definanziamenti, finanziamenti poco equilibrati tra le Regioni e poco calibrati sulle reali esigenze del Ssn. Ora, come ha appena ricordato il presidente del Consiglio in Senato, è il tempo del rilancio, per affrontare con successo le sfide del futuro".

"Nessun futuro - avverte il presidente Fnomceo - può essere possibile senza un investimento sui giovani. Siamo invece il Paese europeo con i medici più anziani: 51 anni l'età media, mentre oltre la metà dei colleghi in attività è over 55. E saranno 45mila, secondo i sindacati medici, gli specialisti e i medici di medicina generale che mancheranno all'appello nei prossimi 5 anni, quando raggiungerà l'apice l'ondata di pensionamenti e non ci saranno abbastanza specialisti per sostituire i colleghi che usciranno".

Eppure i medici ci sono, rileva la Federazione: "Sono 23mila, con le ultime tornate di lauree 'abilitanti', i nuovi medici già iscritti agli Ordini ma in attesa di completare il loro percorso formativo e poter così entrare a pieno titolo nel Ssn". Ad oggi "il problema è il numero molto inferiore di posti nel post lauream: 16mila quest'anno, tra specializzazioni e medicina generale - ricorda Anelli - Molti di più degli anni precedenti, è vero, ma ancora in numero insufficiente per dare a tutti i medici laureati la possibilità di specializzarsi ed entrare nel sistema".

"Questo gap tra il numero dei medici laureati e i posti nel post lauream è quello che in gergo si chiama imbuto formativo: un collo di bottiglia che, negli anni, si è riempito di giovani colleghi cui viene di fatto negato un futuro stabile - incalza il numero uno della Fnomceo - costretti, a tempo indefinito, in un limbo fatto di inoccupazione, sottooccupazione, disoccupazione, mentre intorno il Ssn soffre per la carenza di specialisti e di medici di medicina generale".

"Un paradosso tutto italiano - conclude Anelli - a cui, qui e ora, si può porre un rimedio pronto e risolutivo. Invitiamo perciò ancora una volta il Governo a farsi promotore, in via prioritaria, di un provvedimento che correli il numero dei laureati al numero delle borse, con un rapporto uno a uno. E non una tantum, ma in maniera sistematica. E' questo il momento di dare un futuro al nostro Servizio sanitario nazionale".