Preparati e in prima linea, chi sono i soldati in camice bianco


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 16 apr. (AdnKronos Salute) - Preparati e operativi. Sono i soldati in camice bianco delle Forze armate, medici militari formati per essere sempre più operativi. "In totale nelle Forze armate siamo tra le 7-8mila unità. Stiamo cambiando pelle rispetto al passato, molto più operativi e in prima linea con compiti organizzativi di pianificazione dell'assistenza sanitaria in condizioni estreme e nelle operazioni sul campo. Ci sono specialisti di grande bravura nella medicina d'urgenza e delle catastrofi, nell'affrontare un attacco nucleare-chimico-batteriologico) o in anestesia. Il rilancio del 'Giornale di Medicina Militare' va in questa direzione, coniugare le nuove sfide con la tradizione e la storia delle Forze armate". Lo spiega all'Adnkronos Salute Francesco Ruggiero, ufficiale medico dell'Esercito italiano e direttore responsabile da un anno del quadrimestrale del ministero della Difesa.

"Il giornale si è arricchito di nuove rubriche 'I luoghi della storia', una galleria di riflessione su spinose tematiche dibattute quotidianamente e le valide soluzioni ai quesiti - sottolinea Ruggiero - Poi 'Argomenti di Medicina Legale', 'Convegni' e 'Dalle missioni'. E' una rivista che esce in 3500 copie e arriva in tutte le strutture militari dove ci sia un medico del corpo sanitario. Ma il nostro giornale arriva anche alle principali istituzioni nazionali e internazionali". Sul periodico, una vera e propria rivista scientifica, vengono pubblicati anche studi e analisi inedite sulle principali attività e specialità legate al settore.

Ma quali sono oggi le specialità più richieste dal corpo sanitario? "Quello di cui abbiamo bisogno sono anestesisti, rianimatori, chirurghi d'emergenza - risponde Ruggiero - ma anche ortopedici e infermieri. Di quest'ultima professione sanitaria c'è un gran bisogno. Anche se oggi, sulla scia dell'esercito americano, abbiamo un soldato addestrato ad intubare e a somministrare i farmaci, con una deroga proprio per l' ambito operativo, perché non sempre in prima linea è raggiungibile un medico o si può farlo arrivare in breve tempo per prestare un primo soccorso".

Come sta la salute dei militari italiani? "Attualmente tutti i componenti devono sottoporsi a visite periodiche e ad ulteriori controlli dopo i 45 anni - sottolinea il direttore di 'Medicina Militare - Chi poi è stato in zone a rischio di contaminazione da uranio fa prelievi per il controllo della tiroide. Un punto importante - conclude il medico - è anche quello dei vaccini, abbiamo una copertura altissima tra i militari e questo ci rende molto orgogliosi".