Porfiria epatica acuta, dati positivi per givosiran nello studio di Fase III ENVISION


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OMAR Osservatorio Malattie Rare

Porfiria epatica acuta, dati positivi per givosiran nello studio di Fase III ENVISION

Autore: Redazione - 13 Marzo 2019

La terapia RNAi ha dimostrato una significativa riduzione nel tasso di attacchi rispetto al placebo, nonché un minor accumulo delle sostanze tossiche responsabili dei sintomi

Cambridge (U.S.A.) – La prospettiva di ottenere un farmaco in grado di ridurre gli attacchi di porfiria epatica acuta (AHP) diventa per i pazienti sempre più reale: i dati che provengono dallo studio di Fase III ENVISION, infatti, sono incoraggianti. Il trial sta valutando una terapia RNAi sperimentale, il farmaco givosiran, come trattamento per questa patologia, che fa parte di un gruppo di malattie genetiche rare, caratterizzate da una serie di sintomi, fra i quali dolore addominale grave e diffuso, debolezza, nausea e affaticamento.

Givosiran ha raggiunto l'endpoint primario dello studio (la riduzione nella frequenza annuale di attacchi di porfiria rispetto al placebo) e ha ottenuto risultati statisticamente significativi per cinque endpoint secondari su nove: il farmaco, infatti, si è rivelato efficace nel ridurre i livelli di acido aminolevulinico (ALA) e di porfobilinogeno (PBG), due sostanze neurotossiche che con il loro accumulo sono considerate responsabili delle manifestazioni cliniche negli attacchi porfirici acuti. Non solo: con givosiran si è registrato un calo anche nei giorni di somministrazione di emina, un preparato ottenuto a partire dal sangue umano, contenente il gruppo eme, che rappresenta l’unica terapia specifica per gli attacchi acuti.

Il profilo di sicurezza e tollerabilità di givosiran è promettente, specialmente in questa malattia, che ha grandi bisogni insoddisfatti ed è attualmente priva di trattamenti approvati. Sulla base di questi dati, Alnylam prevede di completare una richiesta di nuovo farmaco (NDA) negli Stati Uniti e di presentare una domanda di autorizzazione all'immissione in commercio (MAA) in Europa a metà del 2019.

ENVISION è uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che ha arruolato 94 pazienti con AHP (di cui 89 con porfiria acuta intermittente, AIP, il suo sottotipo più comune) in 36 centri in 18 Paesi nel mondo, ed è il più grande trial interventistico mai condotto in questa malattia. I pazienti sono stati randomizzati 1:1 a givosiran (somministrato per via sottocutanea a una dose di 2,5 mg/kg al mese) o al placebo.

“I pazienti che vivono con porfiria epatica acuta sperimentano attacchi neuroviscerali debilitanti e talvolta pericolosi per la vita, nonché manifestazioni croniche che hanno un impatto negativo sulla loro qualità di vita”, ha dichiarato il dr. Akshay Vaishnaw, Presidente R&D di Alnylam. “Crediamo che i risultati di ENVISION dimostrino un solido beneficio terapeutico del trattamento con givosiran sugli aspetti debilitanti di questa malattia. Sulla base di questi risultati, riteniamo che, se approvato, abbia il potenziale per diventare un farmaco trasformativo per i pazienti AHP e per le loro famiglie”.

“Questi risultati positivi rappresentano un altro traguardo negli sforzi pionieristici di Alnylam per far progredire le terapie RNAi come una nuova classe di farmaci. In particolare, givosiran è il primo coniugato GalNAc-siRNA ad ottenere risultati positivi di Fase III, e il secondo esempio di strategia di ricerca e sviluppo di Alnylam a dare i suoi frutti”, ha affermato John Maraganore, CEO di Alnylam. “Nell'ipotesi di una revisione regolatoria favorevole, non vediamo l'ora di aggiungere givosiran come secondo prodotto dei nostri sforzi di commercializzazione globale”.

Givosiran, che ha come bersaglio l'acido aminolevulinico sintasi 1 (ALAS1), ha ricevuto le designazioni di “Breakthrough Therapy” da parte della FDA e di “Prime” da parte dell'EMA, nonché lo status di farmaco orfano negli Stati Uniti e in Europa per il trattamento della AHP. I risultati della Fase I di givosiran sono stati recentemente pubblicati sul New England Journal of Medicine, mentre quelli dello studio FullENVISION saranno presentati il prossimo 13 aprile, a Vienna, in una sessione plenaria all'International Liver Congress dell'Associazione europea per lo studio del fegato (EASL).

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