Polizze pandemia per i medici, 'non tutti sono coperti'


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 10 nov. (Adnkronos Salute) - In questi mesi "le conseguenze della pandemia sui medici in prima linea sono state davvero importanti". Oltre 180 camici bianchi sono morti, "questo impatto così doloroso ha acceso i riflettori su un tema molto importante, che riguarda le garanzie dei medici convenzionati e liberi professionisti in caso di decesso per Sars-Cov-2 perché non c'è la copertura dell'Inail. Mentre infatti per i camici bianchi dipendenti del Ssn è previsto l'infornunio sul lavoro, per gli altri non c'è nulla di preciso. Non credo neanche che le polizze, almeno per la prima ondata, includessero la pandemia tra le possibilità". A spiegare il fenomeno all'Adnkronos Salute è il direttore generale della Fnomceo, Enrico De Pascale, che però chiarisce anche come questo problema specifico riguardi solo una piccola parte dei medici italiani "che in totale sono circa 450mila" perché una grossa fetta "sono dipendenti del Ssn, quindi già coperti".

"Da parte dei colleghi c'è un duplice interesse su eventuali polizze Covid: una sanitaria individuale che garantisca la continuità di reddito per chi svolge la libera professione - prosegue De Pascale - e una responsabilità civile che copra i propri pazienti nel caso dovessero infettarsi in ambulatorio o nello studio medico".

C'è chi invece è stato previdente. L'Andi, l'Associazione nazionale dentisti italiani, ha un broker "che ha, in tempi non sospetti, inserito nella polizza per la responsabilità civile il rischio infettivo in generale, così i 15mila iscritti sono coperti anche per Sars-Cov-2", spiega Carlo Ghirlanda, presidente Andi.

"Insieme alla Fnomceo stiamo comunque cercando di trattare con l'Inail per il riconoscimento del Covid come malattia professionale - rimarca - Nel frattempo nei confronti del personale che lavora con noi in studio e per la sicurezza dei pazienti, abbiamo definito e messo in pratica dei protocolli molto severi. E infatti gli ultimi dati ci danno ragione, meno dell'1% si è infettato in uno studio dentistico".