Più luce sul legame tra declino cognitivo, difficoltà nel cammino e demenza

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • Il rischio di demenza è maggiore nei soggetti che presentano doppio declino cognitivo e di cammino rispetto a quelli con uno solo dei due tipi di declino.
  • La velocità di cammino e la memoria sono i fattori che conferiscono il rischio maggiore.

 

Per definire con maggiore precisione il rischio di demenza in soggetti anziani la strategia migliore è valutare nel tempo il declino nella velocità di cammino e nelle performance mnemoniche. Lo scrivono sulla rivista JAMA Network Open i ricercatori guidati da Taya A. Collyer della Monash University di Victoria, in Australia, primo nome di uno studio nel quale sono state coinvolte oltre 16.000 persone anziane (tutte over 65) provenienti da Australia e Stati Uniti.

“Si stima che nel mondo ci siano circa 50 milioni di persone affette da demenza e i numeri sono in crescita: si parla di 150 milioni di persone entro il 2050. Per questa ragione è di fondamentale importanza identificare fattori modificabili che possano aiutarci a predire il rischio di sviluppare demenza e a mettere in campo strategie efficaci di prevenzione” affermano gli autori, spiegando che è ormai noto che la misurazione del declino cognitivo e di quello nella capacità di cammino rappresenta un passaggio importante nel definire il rischio di demenza. “Non è però chiaro se la presenza contemporanea dei due tipi di declino indichi un rischio maggiore rispetto alla presenza di declino in uno dei due campi o all’assenza del declino” spiegano e poi aggiungono: “Inoltre non è chiaro se tutti i domini del declino cognitivo abbiamo lo stesso peso nel determinare il futuro rischio di demenza” aggiungono.

Per rispondere a queste domande, Collyer e colleghi hanno misurato la velocità di cammino a 0, 2, 4 e 6 anni e quella cognitive a 0, 1, 3 e 5 anni. Come si legge nell’articolo, le valutazioni cognitive hanno incluso diversi test: Modified Mini-Mental State examination (3MS) per le performance cognitive globali, Hopkins Verbal Learning Test-Revised (HVLT-R) per la memoria, Symbol Digit Modalities (SDMT) per la velocità di elaborazione e il Controlled Oral Word Association Test (COWAT-F) per la fluidità verbale.

I risultati parlano chiaro. Il rischio di demenza è maggiore in chi mostra doppio declino rispetto a chi non ne mostra alcuno oppure mostra declino in uno solo dei due ambiti valutati, con l’eccezione delle valutazioni SDMT e COWAT-F.

In particolare, rispetto ai casi senza declino, il rischio di demenza è risultato più alto in chi ha mostrato declino in cammino più memoria (hazard ratio [HR] 24,7) o in cammino più performance cognitive globali (HR 22,2).

“Questi dati suggeriscono che la misurazione seriale delle capacità di cammino in aggiunta a un semplice test della memoria è più sensibile di una delle due singole misure nell’identificare il rischio di demenza” scrivono Collyer e colleghi che poi concludono: “Tale approccio sembra fattibile nella pratica clinica di primo livello anche se sono necessarie conferme in studi futuri”.