Pisa guida maxi-progetto Ue su paralisi cerebrale infantile


  • Adnkronos Salute
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Pisa, 10 feb. (AdnKronos Salute) - E' il più grande progetto europeo mai condotto sui neonati a rischio di paralisi cerebrale infantile e i suoi risultati potranno avere un impatto sulla qualità di vita dei più piccoli e dei loro familiari. Si chiama 'BornToGetThere', durerà 4 anni ed è guidato dall'università di Pisa, che presso il Centro congressi 'Le Benedettine' ne ospita la presentazione in programma domani e mercoledì, 11 e 12 febbraio.

L'obiettivo è costruire una Rete europea per la diagnosi e l'intervento precoce sui neonati a rischio di sviluppare una paralisi cerebrale, quali ad esempio i nati pre-termine o da parto difficoltoso. Complessivamente saranno sottoposti a screening oltre 5 mila bebè e, tra questi, 500 bambini risultati a rischio verranno valutati da 300 operatori tra pediatri, neurologi e altri specialisti che li seguiranno dalla diagnosi al monitoraggio, fino all'intervento precoce.

Coordinatore dello studio Andrea Guzzetta, professore associato di Neuropsichiatria infantile presso il dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'ateneo pisano. Al progetto parteciperanno altri nove partner da tre Paesi europei (Italia, Danimarca e Paesi Bassi), da due Paesi associati (Georgia e Sri Lanka) e dall'Australia. Per la Toscana, insieme all'università di Pisa sono coinvolti l'Irccs Fondazione Stella Maris, la Fondazione Toscana Life Sciences (Tls) e Hubstract srl. Il progetto è stato finanziato con 3,7 milioni di euro nell'ambito della sfida sociale dedicata alla Salute (Sc1) del programma Horizon 2020.

La paralisi cerebrale infantile è la disabilità fisica più comune nell'infanzia, che colpisce più di un milione di persone in Europa e più di 17 mln in tutto il mondo. Mentre la sua incidenza è attualmente inferiore a 2 su mille nei nati in Paesi a economia e organizzazione sanitaria avanzate, i tassi sono notevolmente più elevati nelle economie a medio e basso reddito. Causata da un danno a carico del sistema nervoso centrale che origina durante la gravidanza o nelle primissime settimane di vita, la paralisi cerebrale comporta un'alterazione persistente delle funzioni motorie e sensoriali con livelli molto diversi di gravità a seconda delle circostanze. Trattandosi di una condizione che persiste per tutto l'arco della vita, comporta enormi costi sanitari e sociali con un impatto difficilmente calcolabile sulle famiglie e sulla comunità.

"Con questo progetto - afferma Guzzetta - gettiamo le basi per una nuova visione della paralisi cerebrale infantile, che metta al centro l'identificazione precocissima dei bambini a rischio e le loro famiglie. Un nuovo modello che consente ai nostri bambini di accedere alle cure e alla riabilitazione in un'epoca di massima plasticità del sistema nervoso, cosi ottimizzando i processi di sviluppo e migliorando significativamente la prognosi".

"I risultati di BornToGetThere - commenta Giovanni Cioni, principal investigator per l'Irccs Fondazione Stella Maris - potranno costituire una pietra miliare per la ricerca sanitaria e indicare a tutti i Paesi come questa terribile malattia debba essere combattuta e contenuta, per migliorare la qualità della vita di queste persone".