Pioglitazone nella prevenzione secondaria dell’ictus in pazienti con pre-diabete


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti pre-diabetici con precedente ictus o attacco ischemico transitorio (TIA), il trattamento con pioglitazone risulta efficace in prevenzione secondaria.
  • Un’analisi post hoc ha mostrato riduzione del rischio di eventi cardiovascolari e di diabete di nuova insorgenza, in particolare nei casi di buona aderenza alla terapia.
  • I benefici legati al trattamento sembrano superiori ai rischi di frattura e ritenzione idrica.

Descrizione dello studio

  • È stata eseguita un’analisi post hoc dello studio IRIS, che coinvolgeva pazienti con insulino resistenza ma senza diabete, con precedente ictus o attacco ischemico transiente (TIA).
  • I partecipanti sono stati trattati con 15 mg di pioglitazone con titolazione di dose fino al target di 45 mg/die o con placebo.
  • Nell'analisi post hoc la condizione di pre-diabete è stata definita in base ai criteri dell’American Diabetes Association ed è stata definita buona un’aderenza al trattamento uguale o superiore all’80%.
  • L’esito primario era la ricorrenza di ictus o infarto del miocardio (IM).
  • Gli esiti secondari includevano ictus, sindrome coronarica acuta, ictus/IM/ ricovero in ospedale per scompenso cardiaco e progressione del diabete.
  • Fonte di finanziamento per lo studio IRIS: grant dal National Institute of Neurological Disorders and Stroke; Takeda Pharmaceuticals International Inc ha fornito pioglitazone e placebo.

Risultati principali

  • Nell’analisi post hoc sono stati inclusi 2.885 soggetti (1.456 nella coorte pioglitazone e 1.429 nella coorte placebo) con età media pari a 64 anni.
  • Nella popolazione pre-diabetica con buona aderenza al trattamento (44,2% nel gruppo pioglitazone e 56,7% nel gruppo placebo), sono stati osservati hazard ratios di 0,57 per ictus/IM; 0,64 per ictus; 0,47 per sindrome coronarica acuta; 0,61 per ictus/IM/ ricovero per scompenso cardiaco e 0,18 per progressione del diabete.
  • Sono state osservate riduzioni non significative nella mortalità generale, nello sviluppo di cancro e nei ricoveri ospedalieri, mentre sono emersi incrementi lievi nel rischio di fratture ossee gravi, incremento di peso ed edema.
  • Anche le analisi per intention-to-treat hanno mostrato riduzioni, seppur meno ampie, negli esiti dello studio.

Limiti dello studio

  • Non è possibile trarre conclusioni relative ai pazienti con pre-diabete e punteggi HOMA-IR inferiori o uguali a 3.
  • Il numero di nuovi casi di diabete potrebbe essere sottostimato.

Perché è importante

  • Il diabete rappresenta un importante fattore di rischio per l’ictus.
  • Gli effetti negativi di tipo cardiovascolare del diabete sono associati alla resistenza insulinica presente nel 50% dei pazienti non diabetici con ictus o TIA.
  • Il trattamento con pioglitazone ha mostrato effetti positivi di prevenzione secondaria nello studio IRIS, ma i risultati potrebbero essere poco applicabili alla pratica clinica quotidiana.
  • L’analisi dei risultati seguendo le definizioni di pre-diabete dell’American Diabetes Association potrebbe fornire informazioni utili sul ruolo di pioglitazone in prevenzione secondaria in un contesto più vicino al real world.