Piccole masse renali: la sorveglianza attiva si conferma una scelta sicura


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • Nei pazienti con una piccola massa renale, la sorveglianza attiva è un’opzione sicura, specialmente se il paziente è anziano e presenta comorbilità, in particolare patologie cardiovascolari.
  • La biopsia renale andrebbe effettuata solo se il risultato andrebbe a influire sulla gestione clinica del paziente.
  • I pazienti vanno costantemente monitorati per valutare la velocità di crescita del tumore, dato che le dimensioni sembrano correlare con il potenziale di malignità.

 

Descrizione dello studio

  • La revisione sistematica della letteratura (periodo 2013-2018) ha permesso di identificare 76 pubblicazioni relative alla sorveglianza attiva (SA) nei pazienti con piccole masse renali; sono state analizzate anche le linee guida di organizzazioni oncologiche o urologiche internazionali.
  • L’analisi ha valutato l’impatto della SA sugli esiti clinici della malattia e il significato della biopsia renale nel contesto della SA.

 

Risultati principali

  • Complessivamente, la letteratura indica che in pazienti selezionati la SA è un’opzione sicura.
  • Le linee guida concordano sul fatto che andrebbe proposta come approccio iniziale ai pazienti che hanno comorbilità significative, un alto rischio di malattia renale allo stadio terminale, una limitata aspettativa di vita o sono ad alto rischio di morbilità/mortalità in caso di intervento chirurgico.
  • I pazienti in SA andrebbero sottoposti a MR o TC ogni 3-6 mesi il primo anno e poi annualmente.
  • Secondo alcuni studi, l’ansia legata alla SA può influenzare negativamente la qualità di vita.
  • La biopsia renale non è necessaria in tutti i pazienti in SA; andrebbe eseguita prima di un’ablazione o in caso di sospette lesioni infettive/infiammatorie, ematologiche o metastatiche.
  • Anche se il dato è controverso, la maggior parte dei dati in letteratura indica che rapidità di crescita e dimensioni si associano con una maggiore aggressività del tumore: se il tumore cresce più di 0,5 cm/anno andrebbe preso in considerazione il trattamento definitivo.  

 

Perché è importante

  • Il 20% delle piccole masse renali (tumori ≤4 cm rilevati accidentalmente nella diagnostica per immagini dell’addome, stadio T1a) sono tumori benigni, il 60% sono tumori indolenti e solo il 20% sono tumori potenzialmente aggressivi.
  • Sottoporre il paziente a un intervento chirurgico non necessario significa esporlo inutilmente al rischio di malattia renale cronica e malattia renale allo stadio terminale.
  • Nell’iter terapeutico dei pazienti con piccole masse renali negli ultimi anni è stata introdotta la SA.
  • Questa revisione della letteratura suggerisce che la SA in pazienti selezionati è sicura.
  • Dato che l’incertezza associata con la SA può deteriorare la qualità di vita del paziente può essere importante fornire supporto psicologico per affrontarla.
  • La biopsia renale, i cui rischi e benefici vanno discussi col paziente, è utile nel processo decisionale, ma rimane una componente opzionale della SA.