Perché alcuni bambini celiaci hanno sintomi gastrointestinali nonostante la dieta?

  • Elena Riboldi
  • Uniflash
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A distanza di un anno dalla diagnosi di celiachia più di un bambino su cinque presenta disturbi funzionali gastrointestinali (FGID) nonostante segua una dieta priva di glutine. Ciò potrebbe dipendere da fattori nutrizionali, in particolare dall’apporto calorico e dall’assunzione di grassi. Non appaiono invece esserci differenze significative nella sintomatologia se la dieta gluten-free è base di prodotti processati o di prodotti naturali. Sono queste le principali conclusioni di uno studio a cui hanno collaborato l’Università degli studi di Napoli “Federico II” e l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, i cui risultati sono appena stati pubblicati sul World Journal of Gastroenterology.

A differenza del passato, i criteri in uso (Criteri di Roma IV) consentono di diagnosticare i FGID anche in presenza di malattie organiche come la celiachia o le malattie infiammatorie croniche intestinali. Le evidenze raccolte mostrano che i pazienti celiaci adulti hanno un rischio più elevato di soffrire di dolore addominale funzionale nonostante una dieta rigorosamente gluten-free. I ricercatori campani hanno voluto appurare la prevalenza dei FGID in età pediatrica, un aspetto ancora poco esplorato.

Gli autori dello studio hanno arruolato 104 pazienti pediatrici (1-18 anni) a cui era stata diagnosticata la celiachia. I partecipanti sono stati divisi in modo random in due gruppi, un gruppo (Gruppo A) assegnato a una dieta gluten-free a base di prodotti commerciali e un gruppo (Gruppo B) a una dieta gluten-free in cui più del 60% degli alimenti era rappresentato da prodotti naturali. È stata valutata la presenza di FGID alla baseline e a distanza di 12 mesi e analizzata la possibile correlazione con il tipo di dieta.

Alla baseline il 54,5% dei pazienti del gruppo A e il 51,0% dei pazienti del gruppo B mostravano sintomatologia gastrointestinale. A 12 mesi, nonostante i test sierologici per la celiachia fossero negativi, a indicare l’adesione alla dieta gluten-free, la prevalenza dei FGID era 18,0% nel gruppo A e 16,3% nel gruppo B; la differenza tra i gruppi non era significativa. Il disturbo più comune era la costipazione funzionale, seguita dalla sindrome da distress postprandiale. L’analisi nutrizionale ha mostrato che l’assunzione di macro- e microelementi era simile nei due gruppi. In entrambi i gruppi la prevalenza dei FGID era più bassa nei pazienti che assumevano meno calorie (OR 0,99; 95%CI 0,99-1,00) e meno grassi (OR 0,33; 95%CI 0,65-0, 95); il dato si avvicinava molto alla significatività statistica (P=0,055).

“Questo è il primo studio che mostra che la presenza di sintomi funzionali gastrointestinali nei bambini con celiachia che seguono una dieta gluten-free potrebbe essere collegata a un maggiore introito calorico e consumo di grassi – commentano gli autori dello studio. Rimane da chiarire se il rischio sia dovuto alla persistenza di un processo infiammatorio cronico o a fattori nutrizionali. Studi con monitoraggio sul lungo periodo aiuteranno a stabilire la storia naturale di questi sintomi funzionali”.