Per la diagnosi di ipertensione endocranica occorre sempre il monitoraggio invasivo


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Messaggi chiave

  • Nei pazienti in condizioni critiche, l’imaging, l’esame fisico e i test non invasivi non devono essere utilizzati in modo indipendente al fine di escludere un aumento della pressione intracranica (ICP).
  • I segni fisici (dilatazione pupillare, postura, diminuzione del livello di coscienza) non mostrano alta sensibilità e specificità per la diagnosi di ICP elevata.
  • Nonostante i risultati dell’imaging (compressione delle cisterne basali, spostamento della linea mediana) abbiano una migliore accuratezza, non danno certezza, mentre i test non invasivi, come l’ecografia del diametro della guaina del nervo ottico (ONSD), richiedono ulteriori studi.

Descrizione dello studio

  • Per la revisione sistematica e metanalisi sono stati ricercati studi (osservazionali retrospettivi e prospettici e studi clinici randomizzati) che hanno analizzato l’accuratezza dell'esame fisico, dell'imaging o dei test non invasivi per la diagnosi di ICP elevata tra i pazienti in condizioni critiche.
  • Diagnosi di ICP elevata (standard di riferimento) in caso di: ICP≥20 mm Hg misurata tramite monitor invasivo, diagnosi intraoperatoria di ICP elevata.
  • I dati sono stati estratti in modo indipendente da due revisori.
  • Le stime riassuntive sono state generate utilizzando il modello di riepilogo gerarchico receiver operating characteristic (ROC).

Risultati principali

  • La metanalisi ha incluso 40 studi (5.123 pazienti).
  • Nell’analisi dei risultati dell’esame fisico, la sensibilità e la specificità per la diagnosi di ICP elevata sono state rispettivamente: 28,2% (IC 95% 16,0% a 44,8%) e 85,9% (74,9% a 92,5%) per la presenza di dilatazione della pupilla; 54,3% (36,6% a 71,0%) e 63,6% (46,5% a 77,8%) per la postura; 75,8% (62,4% a 85,5%) e 39,9% (26,9% a 54,5%) per la diminuzione del livello di coscienza (punteggio sulla scala del coma di Glasgow≤8).
  • In caso di tomografia computerizzata, la sensibilità e la specificità sono state: 85,9% (58,0% a 96,4%) e 61,0% (29,1% a 85,6%) per la compressione delle cisterne basali; 80,9% (64,3% a 90,9%) e 42,7% (24,0% a 63,7%) per qualsiasi spostamento della linea mediana; 20,7% (13,0% a 31,3%) e 89,2% (77,5% a 95,2%) per spostamento della linea mediana di almeno 10 mm.
  • L’area raggruppata sottesa alla curva ROC (AUROC) per il rilevamento della ICP elevata con ecografia del ONSD è stata di 0,94 (0,91 a 0,96).
  • I dati di studi condotti misurando l’indice di pulsatilità con doppler transcranico hanno mostrato scarse prestazioni per l’aumento di ICP: AUROC da 0,550 a 0,718.

Limiti dello studio

  • I segni clinici sono stati valutati in modo indipendente.
  • La misurazione dei test diagnostici e la prevalenza di ICP elevata variavano tra gli studi.
  • Soglia di 20 mm Hg scelta arbitrariamente.

Perché è importante

  • Dato che la rilevazione della ICP elevata (complicazione delle lesioni cerebrali che può portare a ischemia cerebrale, erniazione cerebrale e morte) richiede un monitoraggio invasivo associato a complicanze e non sempre attuabile, sono spesso utilizzati test non invasivi, di cui però non si conosce l’accuratezza diagnostica.
  • I clinici devono avere una visione completa dei pazienti con lesioni cerebrali primarie e considerare il trattamento e il monitoraggio invasivo (o il trasferimento in un centro attrezzato) in caso di sospetto aumento della ICP.