Per i forti bevitori smettere di fumare richiede una terapia più energica

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
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  • Nei fumatori che fanno un forte consumo di alcol, l’associazione della terapia sostitutiva della nicotina e della terapia con vareniclina è superiore alla sola terapia sostitutiva nel favorire la cessazione dal fumo a 9-12 settimane di trattamento.

 

Quando il fumatore è anche un forte bevitore per la disassuefazione dal tabacco è meglio adottare una terapia farmacologica combinata. Uno studio dell’Università di Chicago, pubblicato sulla rivista JAMA Network Open, dimostra infatti che utilizzare insieme i cerotti alla nicotina e le pillole di vareniclina raddoppia la probabilità di smettere di fumare. L’efficacia di tale combinazione non era ancora stata testata in questa popolazione particolarmente problematica.

“La vareniclina può favorire l’abbandono del tabagismo nei fumatori che bevono pesantemente perché agisce sui recettori neuronali per l’acetilcolina di tipo nicotinico che svolgono un ruolo importante nel potenziamento degli effetti sia dell’alcol che della nicotina – spiegano gli autori dello studio, aggiungendo che in questa popolazione la vareniclina si è dimostrata più efficace di altre monoterapie come il buproprione o la terapia sostitutiva della nicotina – Tuttavia anche con la vareniclina i tassi di cessazione tra i fumatori che bevono pesantemente sono inferiori a quelli registrati tra i fumatori che non lo fanno; per questo motivo un approccio farmacoterapeutico combinato potrebbe fornire un vantaggio aggiuntivo”.

L’ipotesi è stata testata su un campione di 122 individui che fumavano 5-30 sigarette al giorno ed erano forti bevitori. La definizione di forte bevitore corrispondeva all’assunzione di ≥14 (≥7 per le donne) drink alla settimana e all’assunzione di almeno 5 (4 per le donne) drink in una singola occasione per uno o più giorni al mese. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento con terapia sostitutiva della nicotina per 10 settimane più vareniclina tartrato (1 mg due volte al giorno) o il corrispondente placebo per 12 settimane. Si è andati a chiedere ai partecipanti se fossero riusciti ad astenersi dal fumo in modo continuativo tra la nona e la dodicesima settimana; l’astinenza è stata quindi confermata biochimicamente alla visita finale.

L’analisi per intenzione al trattamento ha mostrato un tasso di astensione dal fumo maggiore nel gruppo vareniclina che nel gruppo placebo con un odds ratio pari a 2,20 (95%CI 1,01-4,80; P=0,047). La probabilità di ricaduta durante il trattamento era più bassa nel gruppo vareniclina che nel gruppo placebo (HR 0,62; 95%CI 0,40-0,96; P=0,03). Nonostante i due trattamenti fossero complessivamente ben tollerati, nel gruppo che ha assunto la vareniclina sono stati registrati più effetti avversi, principalmente nausea, gonfiore, disturbi del sonno e mal di testa; cinque partecipanti hanno dovuto sospendere l’assunzione della vareniclina a causa degli effetti avversi.

Oltre a fornire il dato di efficacia della terapia combinata, lo studio offre la prova che “i fumatori che bevono pesantemente possono essere arruolati e mantenuti in studi clinici sulla cessazione dal fumo – come scrivono gli autori, che aggiungono – ciò giustifica ulteriori ricerche per aiutare a ridurre le disparità di salute associate con il tabagismo cronico e il forte consumo di alcol”.