Pembroluzimab è attivo nella leucoencefalopatia multifocale progressiva


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • In alcuni pazienti affetti da leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML, dall'inglese Progressive Multifocal Leukoencephalopathy), il trattamento con pembroluzimab ha ridotto la carica virale del virus JC e potenziato l’attività dei linfociti T.
  • Nei pazienti in cui si è verificata una riduzione della carica virale dopo trattamento con pembroluzimab la PML si è stabilizzata o è migliorata.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio ha coinvolto 8 pazienti adulti con PML.
  • Ognuno dei pazienti aveva una diversa condizione predisponente alla malattia.
  • I pazienti sono stati trattati con pembroluzimab (2 mg/kg di peso corporeo ogni 4-6 settimane).
  • Ogni paziente ha ricevuto non meno di una e non più di tre dosi.
  • Fonte di finanziamento: National Institutes of Health.

 

Risultati principali

  • In tutti i pazienti il trattamento con pembroluzimab ha diminuito l’espressione di PD-1 sui linfociti nel sangue periferico e nel liquido cefalorachidiano.
  • In 5 pazienti si è osservato un miglioramento o una stabilizzazione della PML.
  • In questi pazienti la carica virale nel liquido cefalorachidiano era diminuita.
  • I linfociti CD4+ e CD8+ isolati da questi pazienti mostravano una maggiore attività anti-virus JC in vitro.

 

Limiti dello studio

  • Il campione di pazienti è limitato ed eterogeneo.

 

Perché è importante

  • Non ci sono trattamenti efficaci per la PML.
  • PD-1 è potenzialmente coinvolto nella mancata clearance del virus JC che causa la PML.
  • Questo studio pilota mostra che bloccare PD-1 con un anticorpo specifico aumenta la risposta antivirale con effetti positivi per i pazienti e giustifica l’avvio di studi più ampi.