Pembrolizumab efficace nel tumore alla vescica (ma non sempre)


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

I pazienti con due varianti istologiche del carcinoma della vescica muscolo-infiltrante (MIBC) - quella a cellule squamose (SCC) e quella simil linfoepitelioma (LEL) - mostrano risposte migliori all’immunoterapia neoadiuvante con pembrolizumab. Il dato è preliminare, tuttavia sembra sufficiente a giustificare l’avvio di trial che valutino l’efficacia dell’immunoterapia in questi pazienti. È quanto affermano gli oncologi dell’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano e dell’Ospedale San Raffaele che collaborano allo studio PURE-01.

Il protocollo include anche pazienti con MIBC a istologia variante predominante, ossia pazienti che presentano carcinomi con decorso aggressivo e scarsamente responsivi alla chemioterapia convenzionale, generalmente esclusi dai trial clinici. Pembrolizumab potrebbe rappresentare un’importante opzione terapeutica per questa categoria di pazienti. I risultati del trial, pubblicati sulla rivista European Urology, sono incoraggianti.

Dei 114 pazienti con MIBC arruolati nello studio, 34 (30%) avevano un carcinoma a istologia variante; in 19 pazienti (17%), l’istologia variante era predominante (>50% dei campioni). I pazienti hanno ricevuto tre cicli di pembrolizumab prima della cistectomia radicale. Complessivamente, il 37% dei pazienti ha ottenuto la risposta patologica completa (pT0) e il 55% ha ottenuto un down-staging (pT1). Sei dei sette pazienti con SSC hanno ottenuto il down-staging e un paziente ha ottenuto la risposta completa. Due dei tre pazienti con LEL hanno ottenuto la risposta completa. Nessuno degli altri pazienti con carcinoma a istologia variante ha risposto alla terapia.

La positività del tumore per PD-L1 (combined positive score, CPS) e un elevato carico mutazionale (tumor mutational burden, TMB) sono risultati associati alle risposte indipendentemente dall’istologia del tumore. “I risultati muovono nella direzione di ampliare i criteri di inclusione per i trial dell’immunoterapia neoadiuvante” concludono gli autori, che identificano la necessità di sviluppare strumenti per la selezione dei pazienti basati su CPS e TMB piuttosto che sulle caratteristiche istologiche del MIBC.