Paziente con epatite cronica da virus dell'epatite B e virus dell'epatite C


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AISF - SIMG

Indicazioni pratiche per un modello di gestione condivisa tra medico di medicina generale e specialista epatologo del paziente con epatite cronica da virus dell'epatite B e virus dell'epatite C

La gestione del paziente affetto da malattia cronica costituisce oggi uno dei principali problemi della medicina. Essa comporta la necessità di sviluppare modelli organizzativi in grado di rispondere al divenire delle specifiche esigenze del paziente lungo il decorso della patologia e pone la necessità di una costante interazione e integrazione tra “medicina del territorio” e “medicina ospedaliera”.
Le epatiti virali costituiscono un modello patognomonico di patologia cronica: la malattia evolve in genere nell’arco di alcuni decenni e solo una parte dei pazienti affetti arriverà a sviluppare la cirrosi con le sue complicanze.
Gli studi epidemiologici dimostrano come circa il 15% (range 10-17%) della popolazione italiana presenta un’alterazione delle transaminasi (segno biochimico suggestivo di danno epatico). Le cause principali di tale alterazione sono le infezioni sostenute dai virus (HBV, HCV e HDV), l’alcol e la malattia metabolica. Accanto a queste, esistono numerose altre cause meno frequenti di danno epatico, quali, ad esempio, autoimmunità, accumulo di ferro e rame, malattie genetiche.
Si calcola che circa l’1-2% dei residenti in Italia siano cronicamente infettati da HCV, mentre 700-800.000 soggetti siano infetti da HBV e di questi circa il 40% presenti una malattia epatica HBV-indotta. La prevalenza dell’infezione da HCV aumenta con l’età, con livelli particolarmente elevati dopo i 60 anni e nelle regioni del Sud. Per quanto riguarda l’infezione da HBV, la campagna di vaccinazione obbligatoria ha protetto la popolazione italiana, ad oggi 2019, sino ai 38 anni; la prevalenza di questa infezione aumenta poi con l’età, in particolare nelle regioni del Sud. Va sottolineato, infine, come i flussi migratori da aree ad alta prevalenza di infezione da HBV e HCV stiano modificando l’epidemiologia di queste infezioni.
Circa il 20-30% dei pazienti con epatite cronica, in un tempo variabile anche di alcuni decenni, sviluppa una cirrosi epatica ed una quota consistente di questi andrà incontro alle complicanze della cirrosi, quali l’insufficienza epatica e l’epatocarcinoma. Ne risulta che circa 200.000 Italiani sono affetti da cirrosi epatica, circa
10.00    sono le morti ogni anno causate da epatite da HBV e HCV e oltre 600 trapianti di fegato (>60% del totale) sono effettuati annualmente per cirrosi ed epatocarcinoma correlati a epatite virale.
Le epatiti croniche da virus B e C sono oggi controllabili o curabili. Da alcuni anni sono disponibili farmaci efficaci e sicuri in grado di inibire stabilmente la replicazione del virus dell’epatite B in quasi tutti i pazienti, mentre dal 2014 sono in commercio farmaci antivirali in grado di eliminare definitivamente il virus dell’epatite C in ben oltre il 90% dei pazienti con epatite cronica e con cirrosi epatica

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