Patient-reported outcomes: strumenti preziosi per la qualità di vita dei pazienti oncologici


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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I pazienti in trattamento antitumorale possono trarre benefici in termini di qualità della vita (QoL) grazie a questionari somministrati prima della visita ambulatoriale e disegnati per conoscere meglio i sintomi e la loro gravità. Lo spiegano dalle pagine della rivista Supportive Care in Cancer i ricercatori coordinati da Massimo Di Maio, dell’Ospedale Mauriziano di Torino, che hanno condotto uno studio su 211 pazienti che si stavano sottoponendo a un trattamento oncologico attivo e si presentavano negli ambulatori di oncologia del nosocomio torinese per i controlli.

“Sappiamo che le terapie anti-tumorali possono influenzare notevolmente la qualità di vita dei pazienti e che questo impatto dipende da molti fattori” spiega Chiara Baratelli, primo autore dell’articolo, ricordando che spesso la valutazione dei sintomi e delle tossicità da parte del medico non coincide perfettamente con quella del paziente.

“I patient-reported outcomes (PRO) sono oggi il gold standard per la valutazione soggettiva dei sintomi e non vengono influenzati dal giudizio del medico” aggiungono i ricercatori che nel loro progetto hanno introdotto prima di ogni visita una valutazione dei sintomi e delle tossicità attraverso PRO, andando poi a valutare l’impatto sulla qualità di vita del paziente.

In particolare, nello studio sono stati confrontati due gruppi: uno arruolato nel 2017 (n=119) nel quale il paziente veniva sottoposto alla visita “standard” e uno, arruolato nel 2018 (n=92), nel quale il paziente doveva compilare il questionario PRO prima della visita. Rispetto al basale, dopo un mese sono stati osservati cambiamenti medi nella QoL generale pari a -1,68 nel gruppo cure standard e di +2,54 nel gruppo che aveva compilato il questionario. Inoltre, le percentuali di pazienti che ha ottenuto un miglioramento clinico significativo in questo parametro sono state, rispettivamente, del 19,3% e del 32,6% nei due gruppi e i pazienti si sono dichiarati soddisfatti del questionario.

“Questo studio dimostra che i PRO possono essere inseriti con successo e senza eccessivi costi nella pratica clinica quotidiana degli ambulatori di oncologia” concludono gli autori, sottolineando il ruolo di primo piano degli infermieri, responsabili diretti della somministrazione dei questionari al paziente nel progetto torinese.