Passato e presente dello screening per il cancro della prostata basato sul PSA

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • Dopo la modifica delle linee guida della US Preventive Services Task Force (USPSTF) nel 2017, sono aumentati i tassi di screening basati sull’antigene prostatico specifico (PSA) negli Stati Uniti.
  • Gli incrementi sono stati osservati anche in quelle fasce di età per le quali lo screening è sconsigliato dalle linee guida.
  • I dati dimostrano che c’è grande attenzione sul tema, ma che servono ulteriori sforzi per far passare i messaggi delle linee guida in modo corretto.

 

Secondo quanto riportato su JAMA Oncology, negli Stati Uniti si è assistito a un incremento nei tassi di screening per cancro prostatico mediante misurazione dei livelli di PSA dopo la pubblicazione delle linee guida aggiornate della USPSTF.

“Queste linee guida modificavano le raccomandazioni contenute nella versione precedente, datata 2012, nella quale lo screening generale con PSA non era raccomandato” spiegano gli autori, guidati da Michael S. Leapman, della Yale University School of Medicine di New Haven (USA), primo nome dello studio. “Il documento pesentato come draft nel 2017 e nella versione definitiva nel 2018, contiene invece una raccomandazione di grado C per gli uomini di età compresa tra 55 e 69 anni. La decisione sullo screening periodico con PSA in questi soggetti deve essere individualizzata, sulla base di una discussione su potenziali rischi e benefici” aggiungono.

Resta da capire quanto questa modifica nelle raccomandazioni si sia tradotta nella pratica clinica in un cambiamento dei tassi di screening con PSA. Per rispondere a questa domanda Leapman e colleghi hanno condotto un ampio studio retrospettivo i dati relativi a pazienti assicurati di età compresa tra 40 e 89 anni, calcolando i tassi di screening prima (nel 2016) e dopo (nel 2019) il cambiamento delle raccomandazioni da linee guida.

E i risultati parlano chiaro: i tassi di test PSA sono aumentati del 12,1% negli uomini di 55-69 anni, ovvero la categoria per la quale le nuove linee guida raccomandavano uno screening individualizzato.

“Abbiamo osservato però anche un incremento dei test di screening anche negli over 70 e negli uomini si età compresa tra 40 e 54 anni, con percentuali di aumento del 12,1% e del 10,1%, rispettivamente” aggiungono gli autori, ricordando che le linee guida non raccomandano lo screening per gli over-70 e non ne discutono l’utilizzo negli uomini con meno di 55 anni.

“Questi risultati spingono a rafforzare l’impegno per allineare la pratica clinica alle raccomandazioni, specialmente in quelle persone che meno beneficiano dello screening, ovvero i più anziani e quelli con comorbilità importanti” affermano Leapman e colleghi, che auspicano che questo incremento nei tassi di screening possa portare alla definizione di nuove pratiche cliniche per migliorare il rapporto rischio beneficio legato allo screening per cancro prostatico mediante misurazione del PSA.

Si tratta altri termini di rivedere alcuni percorsi diagnostici semplicistici come la biopsia per gli uomini il cui livello di PSA è al di sopra di un certo valore, che rischiano di esporre più pazienti ai potenziali danni della biopsia prostatica e all'eccessiva rilevazione di tumori prostatici indolenti.