Oxfam-Action, farmaci negati a 2 mld persone nel mondo, 3 mln bimbi morti


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Roma, 8 mag. (AdnKronos Salute) - Ancora oggi nel mondo oltre 2 miliardi di persone non hanno accesso ai farmaci essenziali. Un fattore di disuguaglianza misurabile con un parametro drammatico: il numero di vittime che, con poco, potrebbero essere salvate. Solo nel 2017, oltre 3 milioni di bambini e bambine sotto i 15 anni sono morti principalmente per la mancanza di accesso a farmaci di base e vaccini. E' l'allarme lanciato da Oxfam e Action, in occasione dell'evento, in programma domani dalle 9.30 a Roma presso l'Hotel Nazionale, al quale sono attesi, tra gli altri, il ministro della Sanità Giulia Grillo, il direttore generale del Dipartimento per la cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri Giorgio Marrapodi, il direttore generale dell'Aifa Luca Li Bassi e la responsabile delle relazioni esterne del Fondo globale per la lotta a Hiv, tubercolosi e malaria, Françoise Vanni.

Una tavola rotonda che avrà al centro il ruolo dell'Italia e il confronto tra Governo e attori italiani e internazionali, per discutere strategie e proposte per ridurre le inaccettabili disuguaglianze nell'accesso ai farmaci e alla salute a livello globale. L'insostenibile costo dei farmaci determina la caduta in povertà di 100 milioni di persone ogni anno

Ancora oggi - denunciano Oxfam e Action in una nota - la possibilità di accedere alle cure, ai farmaci, ai vaccini e alle tecnologie sanitarie è riservata solo a chi se lo può permettere. L'impatto del prezzo dei farmaci è infatti enorme, sia per i singoli che per gli Stati dove esiste un sistema sanitario nazionale. Se buona parte della popolazione mondiale non ha ancora accesso ai farmaci essenziali, secondo le stime della Banca mondiale 800 milioni di persone ogni anno spendono almeno il 10% del bilancio familiare per spese sanitarie, mentre per circa 100 milioni di persone queste spese sono così elevate da farle piombare in una condizione di povertà estrema ogni anno. Un costo sempre più insostenibile, anche per i sistemi sanitari nazionali, soprattutto per i farmaci più innovativi, con la conseguenza che spesso in molti non riescono ad accedere alle cure.

Anche in Paesi ad alto reddito come l'Italia, dove la spesa per i farmaci è il 20% della spesa sanitaria nazionale (29,8 miliardi di euro nel 2017, di cui il 75% coperto dal Ssn), le conseguenze - sostengono Oxfam e Action - sono sempre più negative per l'accesso dei cittadini alle cure. Basti pensare ai costi del trattamento dell'epatite C. A fronte di 1 milione 600 mila casi cronici riscontrati nel 2016, a inizio 2017 solo 70 mila casi erano stati trattati con i farmaci più efficaci introdotti nel 2013. Una situazione che ha costretto l'Italia a contrattare il prezzo dei farmaci con le aziende produttrici, per raggiungere un costo sostenibile per la casse pubbliche, che potesse garantire le cure a un maggior numero di pazienti. Un caso 'risolto', ma che si sta ripetendo e potrebbe ripetersi con altri farmaci essenziali in Italia e in altri Paesi europei.

Intanto il 'costo' effettivo rimane ad oggi in molti casi stimato per le clausole di riservatezza introdotte nei contratti di acquisto dei farmaci. In Italia oggi 1.800 farmaci sono 'secretati': quasi il 60% di quelli ospedalieri o distribuiti dalle farmacie ospedaliere o private, inclusi i farmaci più innovativi per la lotta al cancro. Da qui l'appello al Governo: l'Italia non torni indietro sull'accesso universale alla salute e sulla trasparenza dei costi dei farmaci.

L'appuntamento di domani - ricorda la nota - arriva infatti alla vigilia della discussione (tra il 20 e il 29 maggio), tra i Paesi che compongono l'Assemblea dell'Organizzazione mondiale della sanità, sulla proposta di risoluzione presentata dall'Italia, con l'obiettivo di migliorare l'accesso ai farmaci essenziali a livello globale. Una proposta che parte proprio dalla definizione di diverse regole di trasparenza che consentano agli Stati e ai cittadini, di raccogliere e analizzare i dati sui risultati degli studi clinici, sui brevetti, sui prezzi dei farmaci, i ricavi, costi, sussidi e investimenti in ricerca e sviluppo, anche del settore pubblico e costi di marketing.