Otto mln a ricerca finalizzata regione, i vincitori di Reggio


  • Adnkronos Salute
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Bologna, 2 apr. (AdnKronos Salute) - Prima per numero di progetti presentati (147), prima per quelli approvati e finanziati: 23, cioè l'11% del totale. Il primato ottenuto dall'Emilia Romagna con il bando per la ricerca finalizzata 2018 (fondi 2016-2017), indetto dal ministero della Salute, vale un pacchetto di risorse da 8 milioni di euro. Un'iniezione di carburante per accendere i motori della ricerca, anche di scienziati under 33: sono 5 le borse di studio (starting grant) assegnate a giovani camici alla prima esperienza in laboratorio, ai quali si sommano i 18 progetti di ricerca clinica finanziati, 9 con destinatario la Regione, altri 9 gli Irccs, categoria in cui rientrano anche due lavori dell'Ausl-Irccs di Reggio Emilia. A proporli - spiegano dall'azienda - Patrizia Ciammella, medico della Radioterapia oncologica (finanziamento di 450 mila euro) e Francesca Cirillo, biologa del Laboratorio di endocrinologia pediatrica (270 mila euro).

Nel primo caso il focus è sui pazienti con tumore al polmone in stadio avanzato. Sotto la lente l'utilizzo della radioterapia stereotassica in associazione all'immunoterapia. "Questo tipo di radioterapia - spiega Ciammella - è ben tollerata e consente di erogare una dose di radiazioni direttamente sulla parte malata, con accuratezza e precisione". Il secondo progetto è sulla sindrome dell'ovaio policistico. La maggior parte delle donne adulte affette manifestano resistenza all'insulina e il lavoro, sottolinea Cirillo, punta a studiare "il ruolo di una particolare proteina, denominata Hmgb1, che da nostri studi precedenti pensiamo possa essere regolata dall'insulina. Se così fosse, potremmo utilizzarla per diagnosi precoci e per valutare l'eventuale risposta alle terapie".

Fra gli under 33 finanziati anche Benedetta Donati, Arcispedale di Reggio Emilia, biotecnologa del Laboratorio di ricerca traslazionale. Il suo lavoro è sui tumori della tiroide ad alto grado. "Sono molto aggressivi, tendono a produrre metastasi, resistono alle terapie convenzionali e lasciano basse probabilità di sopravvivenza - evidenzia la ricercatrice - Indaghiamo il ruolo di un gene, Brd4, nella regolazione dei telomeri, tratto genetico frequentemente alterato in presenza del tumore che ha un ruolo importante nel determinarne l'aggressività". Un altro progetto sul tumore polmonare non a piccole cellule ha come capofila l'Irccs-Ist Fondazione Pascale di Napoli e vede la partecipazione come unità operativa dell'Oncologia dell'Ausl-Irccs di Reggio Emilia. Obiettivo identificare un biomarcatore di risposta alla terapia. "Per questo tipo di neoplasia - spiega l'oncologa Angela Damato - è stata approvata l'immunoterapia. Lo studio vuole valutarne l'effetto su diversi tipi di pazienti".