Osteoartosi: il trattamento con tramadolo si associa a un aumento della mortalità?


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Tra i pazienti di almeno 50 anni di età affetti da osteoartrosi, la prescrizione iniziale di tramadolo si associa con un tasso di mortalità a 1 anno e a un rischio di mortalità totale significativamente più alto rispetto alla prescrizione di naprossene, diclofenac, celecoxib e etoricoxib, ma non a quella di codeina.
  • I risultati dello studio vanno tuttavia interpretati con cautela perché i pazienti trattati con tramadolo presentavano caratteristiche diverse rispetto agli altri pazienti.

 

Descrizione dello studio

  • Sono stati analizzati i dati del The Health Improvement Network (THIN; database delle cartelle sanitarie elettroniche di 580 studi medici del Regno Unito) relativamente al periodo 2000-2015.
  • Sono stati identificati 88.902 pazienti (età >50 anni) con una diagnosi di osteoartrosi (ginocchio, anca, mano).
  • Basandosi sulle prescrizioni mediche, sono stati identificati i pazienti trattati inizialmente con tramadolo (n=44.451), naprossene (n=12.397), diclofenac (6.512), celecoxib (n=5.674), etoricoxib(n=2.946), codeina (n=16,922).
  • È stata confrontata la mortalità per ogni causa a 1 anno dei pazienti trattati con tramadolo rispetto a quella dei pazienti trattati con gli altri 5 farmaci.
  • Fonti di finanziamento: National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases, National Natural Science Foundation of China.

 

Risultati principali

  • Il tasso di mortalità a 1 anno era più elevato tra i pazienti trattati con tramadolo che non tra i pazienti trattati con naprossene (23,5 contro 13,8/1.000 anni persona), diclofenac (36,2 contro 19,2/1.000 anni persona), celecoxib (31,2 contro 18,4 /1.000 anni persona) ed etoricoxib (25,7 contro 12,8/1.000 anni persona), ma non era più alto rispetto a quello osservato tra i pazienti trattati con codeina (32,2 contro 34,6/1.000 anni persona).
  • Il rischio di mortalità per ogni causa a 1 anno è risultato significativamente più elevato per i pazienti trattati con tramadolo rispetto ai pazienti trattati con naprossene (HR 1,71; IC95% 1,41-2,07), diclofenac (HR 1,88; 1,51-2,35), celecoxib (HR 1,70; 1,33-2,17) ed etoricoxib (HR 2,04; 1,37-3,03), ma non rispetto ai pazienti trattati con codeina (HR 0,94; 0,83-1,05).
  • I pazienti trattati con tramadolo prima del propensity score matching erano più anziani, avevano un indice di massa corporea più alto, soffrivano di osteoartrosi da più tempo, avevano più comorbilità e avevano più prescrizioni mediche dei pazienti trattati con i FANS.
  • La mortalità legata al cancro era più elevata tra i pazienti trattati con tramadolo (bias protopatico).

 

Limiti dello studio

  • L’analisi non ha tenuto conto di potenziali fattori confondenti.

 

Perché è importante

  • Alcune linee guida, come quelle dell’American College of Rheumatology, raccomandano il tramadolo come farmaco di prima linea per la gestione del dolore nel paziente affetto da osteoartrosi.
  • Questo studio ha evidenziato che l’uso di tramadolo si associa con una mortalità per ogni causa a 1 anno più alta rispetto all’uso dei FANS, che sembrerebbero quindi da preferire.
  • Gli autori sottolineano che i pazienti a cui è stato prescritto il tramadolo presentavano maggiori comorbilità di quelli a cui erano stati prescritti i FANS: i risultati sono soggetti a confondimento da indicazione e vanno interpretati con cautela.
  • Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare la relazione casuale tra prescrizione e mortalità.