Ospedale Prato, progetto pilota per umanizzare cure pazienti Covid


  • Adnkronos Salute
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Prato, 5 gen. (Adnkronos Salute) - Una buona notizia che arriva nel periodo delle festività natalizie, un dono per chi sta soffrendo e sta affrontando la malattia negli ospedali e nelle altre strutture di ricovero durante la pandemia da Covid-19 che ha reso ancora più evidente quanto sia importante ricevere la vicinanza e l’affetto dei propri cari. Una recentemente delibera della Regione Toscana ha previsto la possibilità per pazienti ricoverati in ospedale, nelle case di cura e nelle Rsa di ricevere le visite dei loro familiari, nel rispetto delle norme anti Covid. La solitudine è infatti una situazione terribile per tutti ma in particolare per i malati. E' proprio questo il punto centrale da cui è partito nell’ospedale Santo Stefano di Prato il progetto pilota per portare conforto a chi si trova ad affrontare Covid-19.

Il provvedimento regionale tiene conto che la vicinanza è parte del processo di cura in un approccio alla malattia che deve essere globale. La vicinanza delle persone sofferenti ai propri affetti, si legge nel documento, "costituisce un presupposto importante del processo di cura la cui interruzione, sebbene motivata da indiscutibili ragioni di sicurezza, comporta rischi per la salute e per il benessere delle persone ricoverate". Garantire dunque il diritto al controllo dei sintomi di sofferenza e la pianificazione delle cure sono aspetti fondamentali che riguardano tutti i pazienti ricoverati in ospedale. Nel progetto sono state studiate soluzioni concrete e flessibili da adottare per ogni ricoverato con una malattia life threatening (pericolosa per la vita) in ogni contesto di cura ed in ogni setting ospedaliero.

L’obiettivo è stato quello di migliorare le condizioni dei pazienti ricoverati, in particolare in alcuni casi selezionati e di complesso approccio attraverso il supporto di una èquipe multi professionale di riferimento e con il sostegno dei volontari coinvolti nella progettualità. Per le persone affette da gravi patologie o con prognosi infausta a breve termine è garantita una presa in carico congiunta con l’Unità di Cure Palliative in modo da accompagnare la persona nel percorso di cura fino al termine della vita con un approccio globale che tenga conto degli aspetti sanitari, psicologici, sociali e spirituali.

La direzione sanitaria del Santo Stefano, diretta da Daniela Matarrese, ha elaborato procedure specifiche e percorsi adeguati per sviluppare queste tematiche delicate e che richiedono anche la formazione degli operatori sanitari coinvolti. In questo particolare e complesso momento determinato dall’emergenza sanitaria è stata posta una particolare attenzione all’area Covid. In questi setting sono selezionati casi con caratteristiche specifiche che tengono conto delle necessità cliniche, psicologiche e sociali.

"Sono particolarmente contenta di dare l’annuncio della partenza di questo progetto, proprio in questo delicato periodo – ha detto Matarrese – è il primo di una serie di interventi che stiamo implementando nel nuovo anno e che vedrà impegnati gli operatori sanitari in un lavoro di èquipe multi professionale che valorizza tutti i soggetti coinvolti. Abbiamo voluto dare un messaggio di umanità nel combattere la solitudine di quelle persone che sono ricoverate nell’area Covid e che da tempo non hanno potuto ricevere la visita dei propri cari, sentire la loro vicinanza ed il loro amore".

Proprio in questi giorni di festività è stato possibile organizzare la visita ad un paziente nell’area Covid da parte di un familiare garantendo massima attenzione alle procedure di sicurezza per la tutela della salute di tutti. La procedura attivata dalla Direzione sanitaria ha previsto l’ingresso del parente, accompagnato dagli operatori sanitari dopo un colloquio nel corso del quale sono state fornite tutte le informazioni relative alle norme di sicurezza, l’uso corretto dei Dispositivi individuali da indossare, le norme sanitarie da osservare e dopo aver acquisito il consenso informato. Durante la visita di 15 minuti il personale ha supportato per ogni eventuale necessità il familiare.