Ormoni sessuali coinvolti in cardiopatia ischemica, studio italiano

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Roma, 4 apr. (Adnkronos Salute) - Ormoni sessuali coinvolti nel rischio di cardiopatia ischemica. A svelare la 'relazione pericolosa' è uno studio italiano, condotto su oltre 400 pazienti di entrambi i sessi, a cui hanno partecipato ricercatori dell'università Sapienza di Roma. I risultati, pubblicati sul 'Journal of Endocrinological Investigation', hanno messo in evidenza come un basso rapporto tra testosterone ed estradiolo si associ in entrambi i sessi a un aumentato rischio di mortalità nei 2 anni successivi la valutazione. Inoltre, è stato visto come da questa relazione dipenda una maggiore attività delle piastrine, processo direttamente collegato al rischio di eventi coronarici acuti.

La prevenzione della cardiopatia ischemica, patologia a carico delle arterie coronariche che portano sangue al cuore, ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni, permettendo una notevole riduzione dei tassi di eventi acuti, che vanno dall'infarto alla morte. Tuttavia - si legge in una nota dell'ateneo - l'incidenza mondiale di cardiopatia ischemica è ancora molto elevata. La malattia colpisce entrambi i sessi, ma spesso con una fisiopatologia, sintomatologia e risposta alle terapie molto diversa: per tale ragione gli attributi biologici sono stati rivendicati come i principali fattori di queste differenze, canalizzando l'attenzione sul possibile ruolo degli ormoni sessuali.

Lo studio italiano 'Eva' (Endocrine Vascular disease Approach), coordinato da un team di ricercatori della Sapienza e condotto su 434 soggetti con cardiopatia ischemica, ospedalizzati e sottoposti a coronarografia e/o a intervento di angioplastica, è iniziato nel 2015 con un finanziamento del ministero dell'Università e Ricerca nell'ambito dei progetti per i giovani ricercatori (Sir), vinto da Valeria Raparelli del Dipartimento di Medicina sperimentale della Sapienza e ora afferente all'Università di Ferrara, e ha coinvolto oltre all'ateneo romano altre università italiane (Ferrara e Milano), inglesi (Liverpool) e canadesi (Alberta e McGill).

Alla luce del ruolo chiave dell'attivazione piastrinica sul rischio di eventi acuti coronarici - sostengono i ricercatori della Sapienza - la correlazione con il rapporto tra testosterone ed estradiolo apre nuovi orizzonti di ricerca: questi risultati suggeriscono l'utilità di valutare gli ormoni sessuali in entrambi i sessi per la pianificazione di nuove strategie terapeutiche che tengano anche conto dell'equilibrio ormonale di ciascun individuo affetto da cardiopatia ischemica.