Ordine Milano, 'sospesi 500 medici non vaccinati, oggi scesi a oltre 300'

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Milano, 19 set. (Adnkronos Salute) - "A Milano sono stati sospesi circa 500 medici" per non aver rispettato l'obbligo di vaccinazione anti-Covid "su un totale di 26mila iscritti all'Ordine. Nei file che arrivano dal ministero, dove spesso ci sono elementi da verificare, arrivano numeri maggiori di segnalazioni, viaggiamo intorno ai 1.800. Ma dopo i controlli, in realtà siamo arrivati all'incirca a 500. E di questi, intorno a 150 sono rientrati in servizio. o perché hanno fatto il vaccino o perché hanno l'esenzione e così via. A casa, quindi, possiamo dire che oggi ce ne sono più o meno 300" di camici bianchi "rimasti sospesi del tutto. Mentre di cause per il reintegro ne abbiamo 6-7 in corso". A fornire all'Adnkronos Salute un aggiornamento sulle sospensioni dei medici non vaccinati contro Covid per quanto riguarda l'Ordine di Milano è il presidente Roberto Carlo Rossi.

"Tra i sospesi non c'è una categoria prevalente", osserva. Dagli ospedalieri ai libero-professionisti, "c'è una presenza trasversale. I numeri sono bassi rispetto al totale degli iscritti, anche se io mi sono meravigliato comunque, perché pensavo che fossero ancora meno", ammette Rossi. "Il medico ti aspetti che sia sempre ben convinto delle vaccinazioni". L'Ordine meneghino è sempre stato attento al tema no-vax in generale. Tanto che in era pre-Covid c'erano state 2 radiazioni per motivi deontologici collegati. Ecco perché Rossi si aspettava numeri anche più irrisori di quelli effettivamente raggiunti sul mancato rispetto dell'obbligo vaccinale per Covid. "Ora, avvicinandosi il 31 dicembre", scadenza naturale dell'obbligo per i sanitari, "tutto questo si sta esaurendo. Se hai raggiunto ottobre e da lì hai 3 o 4 mesi per vaccinarti, ma poi finisce tutto il 31 dicembre, il problema è risolto", ragiona.

"Se ne parla quindi sempre di meno. Da quel che ho capito non penso si voglia reiterare quest'obbligo. Poi bisognerà vedere quel che succede dopo le elezioni, ma non mi sembra ci sia questa volontà. Io cosa penso? Da una parte, il fatto che i medici debbano essere vaccinati e debbano supportare la cultura del vaccino lo ritengo ancora oggi un obbligo deontologico importantissimo. Dall'altro lato, dal punto di vista dell'esercitare, bisognerà distinguere tra un periodo in cui effettivamente il Covid rappresenta una minaccia per la salute e un momento in cui questo non è più vero. In questo momento bisogna dire che abbiamo ancora a che fare con una malattia che porta a morte 20 volte più dell'influenza. Una malattia che non spaventa più come all'inizio, ma ha comunque una letalità di un certo impegno. Quindi, secondo me va valutato attentamente".

Per il presidente dell'Ordine dei medici meneghino, va valutato anche un altro aspetto: e cioè "l'opportunità di far fare queste pratiche all'Ordine dei medici. Gli Ordini possono essere chiamati in campo in un momento di emergenza e noi l'abbiamo fatto con grande piacere. Ma nel lungo periodo non credo sia la soluzione corretta questa. Penso sia necessario seguire altre strade per una disposizione di legge di questo genere".

La sospensione, ricorda Rossi, "è una sospensione amministrativa anche dall'Ordine. Questo poi ha generato una serie di problematiche, proprio in quanto non è solo una sospensione dall'attività lavorativa. Una persona quindi risulta sospesa dall'Ordine, non per ragioni disciplinari ma per ragioni amministrative. Noi dobbiamo eseguire questa sospensione. E non è agevole. Per dare un'idea: l'Ordine di Milano che è uno dei più grossi in Italia ha 23-24 dipendenti, non è certo un ministero. Quindi dal punto di vista della gestione amministrativa diventa complesso" il nodo delle esenzioni per mancato rispetto dell'obbligo di vaccino Covid.

"Non siamo gli enti più giusti per applicare questo tipo di norme, a mio avviso, al di là del fatto se sia ancora logico e necessario in un periodo in cui non c'è più un'emergenza sanitaria, a torto o a ragione, arrivare a un obbligo di legge. In ogni caso - conclude Rossi - rimane sempre un obbligo deontologico il vaccino. Come dico sempre, il medico deve promuovere la cultura vaccinale. Ma ovviamente la deontologia è diversa dalla legge che ti impone di vaccinarti, sennò non puoi lavorare"