Ordine medici Rimini, '54 iscritti sospesi, il doppio di media nazionale'

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Roma, 9 nov. (Adnkronos Salute) - "Sono 54 i medici della provincia di Rimini non vaccinati contro il Covid e sospesi dalla professione, su 2.200 iscritti all'Ordine, con una percentuale superiore al 2%: una media alta, doppia rispetto a quella nazionale che si attesta circa all'1%". A tracciare il quadro per l'Adnkronos Salute è Maurizio Grossi, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Rimini, area dell'Emilia Romagna nota per il tasso di vaccinazione basso in tutta la popolazione.

"A Rimini abbiamo una copertura vaccinale per il Covid - ha spiegato Grossi - per il secondo ciclo, che è del 75% della popolazione, rispetto al quasi 88% della popolazione emiliano-romagnola. E questo è in linea con una storia ormai decennale di provincia 'maglia nera' nelle vaccinazioni pediatriche. Abbiamo avuto sempre un basso tasso di adesione vaccinale pediatrica, legato alla presenza sul territorio del comitato per le libere vaccinazioni, il Comilva, che ha un'azione molto capillare, parecchi proseliti e una organizzazione attiva".

Per quanto riguarda i medici, "purtroppo la percentuale più elevata di non vaccinati contro Covid, anche tra i camici bianchi, è in linea con questo territorio. Tra l'altro si è osservato che nei territori dove maggiore è la popolarità delle medicine non convenzionali, l'adesione vaccinale è minore. E noi, a Rimini, abbiamo molti medici che esercitano in queste medicine. Ma, in realtà, il perché di questa alta concentrazione di non vaccinati ce lo stiamo chiedendo anche noi. Non è facile capirlo per quanti riguarda i medici", afferma Grossi, precisando che "si tratta, comunque, di una piccola percentuale. Il 98% dei medici si è vaccinato. In una popolazione generale sarebbe un ottimo risultato. Per i professionisti, invece, fa male vedere questo 2% di rifiuto: vorremmo essere al 100% di adesioni, perché abbiamo un obbligo deontologico oltre che l'obbligo civile che tutti come cittadini devono avere. Ci stiamo interrogando e cercheremo di intervenire a livello di informazione e formazione con il massimo dello sforzo", ha concluso Grossi.