Ordine medici, 'numero chiuso? Tra 5 anni rischiamo disoccupati'

  • Univadis
  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 2 set. (Adnkronos Salute) - Oggi, "a fronte della carenza di medici di cui la nostra sanità soffre e soffrirà nel prossimo quinquennio", diversi interventi sono stati fatti e, se le cose rimangono così come sono, "rischiamo, solo tra 5 anni, di contare i disoccupati tra i medici". Quindi "inutile parlare di numero chiuso perché il punto nevralgico del problema è la programmazione". E' questa l'analisi di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordine dei medici (Fnomceo) in merito alla battaglia contro l'accesso limitato alla facoltà di Medicina di Matteo Salvini. "Il mio invito alla politica - aggiunge Anelli - è concentrarsi sulla corretta programmazione piuttosto che sul numero chiuso".

"L'attenzione che la politica sta dedicando all'ingresso alla facoltà di medicina ha una sua valenza e non dispiace perché anche noi siamo convinti della una necessità di cambiamento del sistema", aggiunge Anelli. "I test che vengono fatti oggi sono astrusi e la riforma avviata dalla ministra delll'Istruzione Maria Cristina Messa", con la possibilità di rendere i due anni finali della scuola superiore orientati all'ingresso in medicina per chi vuole fare questa scelta "va verso una direzione accettabile per noi". Al momento, però, dobbiamo fare i conti con alcuni numeri, a partire dalla "previsione, in base alle stime fatte dai sindacati medici tenendo conto dei pensionamenti, di avere 30mila medici in meno, nei prossimi 5 o 6 anni".

Ma con l'aumento delle borse di specializzazione, "siamo riusciti a risolvere il problema dell'imbuto formativo: negli ultimi 3 anni sono state finanziate 30mila borse. Inoltre, il Governo ha deciso di mettere a disposizione 12mila borse all'anno. Questo vuol dire che in 5 anni avremo: 30mila specializzati più altri 60mila che staranno per specializzarsi".

In sintesi: tra 6-8 anni avremo "la disponibilità di ben 90mila specialisti. E' un numero importante, che induce una forte preoccupazione che ci sia una nuova pletora. Quindi rischiamo di passare della carenza all'eccesso", conclude Anelli, che insiste sull'importanza "di essere prudenti in questo settore" e sulla necessità di "impegnarsi a fondo sulla programmazione".