Ordine medici Calabria, 'titoli e lingua imprescindibili per lavorare in Italia'

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Roma, 25 ago. (Adnkronos Salute)() - La verifica puntuale dei titoli e della conoscenza della lingua "sono due elementi imprescindibili" per l'esercizio della professione medica "dei medici stranieri in Italia, quindi anche per i colleghi cubani che arriveranno in Calabria in seguito all'accordo firmato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto". Lo spiega all'Adnkronos Salute il presidente dell'Ordine dei medici di Cosenza e decano dei presidenti degli Ordini provinciali della Regione, Eugenio Corcioni, tornando sul tema dopo l'annuncio della Cimo-Fesmed di un ricorso al Tar contro l'accordo siglato dal Governatore.

"Temo che un ricorso su questo tema - precisa Corcioni - possa essere un'arma a doppio taglio: se infatti dovessere essere respinto, anche per un vizio di forma o per elementi che non riguardano il merito, la scelta fatta dal Governatore ne uscirebbe rafforzata". Mentre si tratta di una decisione "in deroga alle procedure consuete, su cui esprimiamo forti perplessità rispetto alle garanzie di qualità nell’assistenza che verrà fornita da questi operatori sanitari stranieri", in primis perché "titoli devono essere rigorosamente verificati per poter esercitare la professione in Italia".

Inoltre "la conoscenza adeguata della lingua italiana, nell’esercizio di qualunque professione e, a maggior ragione, nel campo dell’emergenza sanitaria (come precisa l’accordo firmato), è di importanza fondamentale: la mancanza, ma anche la sola insufficiente conoscenza di questo strumento essenziale di comunicazione, può risultare drammaticamente dannosa e ritardare o non individuare tempestivamente diagnosi e cure appropriate o, peggio, perdere vite umane anziché salvarle", aggiunge ricordando i rischi legati anche alla scarsa conoscenza della medicina legale e delle procedure burocratiche del nostro Paese. "Le perplessità dei medici - conclude Corcioni - non ha niente a che fare con il 'corporativismo', come pure è stato detto, ma riguarda un fondamentale principio che vogliamo strenuamente difendere, quello della salute dei cittadini".

"Quello della carenza dei medici - continua - è un problema nazionale. La Calabria non si pone tra le migliori proponendo una soluzione che sconvolge le regole".

Per gli Ordini dei medici calabresi vanno "vagliate prima altre soluzioni e percorsi che tengano conto, intanto, del coinvolgimento dei medici di continuità assistenziale, degli specializzandi (non solo dell’unica Facoltà di Medicina calabrese), dei medici in formazione per la medicina generale, dei medici in pensione E soprattutto che si facciano reali ed attrattive manifestazioni di interesse nei confronti di nostri iscritti che lavorano in altre regioni d’Italia", conclude sottolineando la disponibilità delle associazioni ordinistiche a "collaborare con la Regione nella risoluzione dei problemi sanitari".