Ordine medici a Speranza, 'prudenza su cambio dati, no maquillage'

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Roma, 14 gen. (Adnkronos Salute)() - Il ministro della Salute, Roberto Speranza, "valuti attentamente e con la giusta prudenza le richieste delle Regioni" su una possibile revisione dei conteggi dei positivi negli ospedali. "Chiediamo misure di controllo dell'epidemia, non operazioni di maquillage". Così Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), in merito a possibili cambiamenti nei parametri per il conteggio dei casi Covid.

"I medici - afferma - si sentono soli. Soli nel difendere il diritto alla salute dei cittadini, prima ancora che non compresi nel loro disagio professionale, lavorativo e di mancato riconoscimento del ruolo sociale".

"Chiediamo a Speranza, di valutare attentamente - ribadisce Anelli - e di rappresentare al presidente del Consiglio Mario Draghi l'amarezza della professione medica e la richiesta di misure che, controllando l'epidemia, mettano i medici e gli operatori nelle condizioni di svolgere in condizioni adeguate il loro lavoro a salvaguardia della salute".

"La modifica dei criteri - continua il presidente dei medici - non può essere un'operazione di maquillage che camuffi la tragicità e la portata della pandemia. I numeri dei contagiati, il trend dei positivi ricoverati in area non critica e nelle terapie intensive, comunque li si conteggi, sovraccaricano gli ospedali e i percorsi di cura territoriali; e portano allo stremo i professionisti, impegnati da 2 anni nella gestione della pandemia".

"I pazienti positivi, anche se entrano in ospedale per altre patologie, richiedono comunque - precisa Anelli - procedure di isolamento, personale dedicato, obbligato, come fa presente il sindacato Anaao Assomed, a lunghe procedure di vestizione e svestizione. Sottraggono risorse umane ed economiche a un sistema che deve farsi carico anche di tutte le altre patologie".

"Assistiamo, in questi giorni, a causa dell'elevato numero di contagi, alla riconversione di interi reparti, al dirottamento del personale viene sui pazienti positivi. Di conseguenza vengono rimandati i ricoveri e gli interventi non urgenti, con il rischio che si aggravino le condizioni cliniche dei pazienti, l'allungamento delle liste d'attesa e il relativo sovraccarico del territorio. Tutti, alla fine, ne pagheremo il prezzo: medici e cittadini", ammonisce il numero uno della Fnomceo.