Omadaciclina, un’alternativa per le infezioni da batteri antibiotico-resistenti


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • L’omadaciclina (OMA) è risultata non inferiore alla moxifloxacina (MOXI) nell’indurre una risposta clinica precoce nella polmonite acquisita in comunità (Community-Acquired Pneumonia, CAP).
  • L’OMA è risultata non inferiore al linezolid (LIN) nell’indurre la risposta clinica precoce nelle infezioni batteriche acute della cute e degli annessi cutanei.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio OPTIC ha randomizzato (1:1) 774 adulti con CAP (Pneumonia Severity Index, PSI II-IV) per ricevere OMA (100 mg iv ogni 12h per 2 dosi poi ogni 24h) o MOXI (400 mg iv ogni 24h).
  • Dopo 3 giorni, era possibile passare all’assunzione orale (OMA 300 mg/die; MOXI 400 mg/die).
  • L’esito primario era la risposta clinica precoce (sopravvivenza con miglioramento di almeno 2 sintomi; nessun peggioramento a 72h e 120h; nessuna terapia antibatterica di salvataggio).
  • Lo studio OASIS-1 ha randomizzato (1:1) 627 adulti con infezioni batteriche acute alla cute e annessi cutanei per ricevere OMA (100 mg iv ogni 12h per 2 dosi poi ogni 24h) o LIN (600 mg iv ogni 12h).
  • Dopo 3 giorni, era possibile passare all’assunzione orale (OMA 300 mg/die; LIN 600 mg ogni 12h).
  • L’esito primario era la risposta clinica precoce a 48-72h (sopravvivenza con una riduzione del 20% della lesione; nessuna terapia antibatterica di salvataggio).
  • Per entrambi gli studi: durata del trattamento da 7 a 14 giorni; margine di non inferiorità 10%; design doppio-cieco.
  • Fonte di finanziamento: Paratek Pharmaceuticals.

 

Risultati principali

  • OMA non era inferiore a MOXI per la risposta clinica precoce nella CAP (81,1% contro 82,7%; differenza -1,6%; IC95% da -7,1 a 3,8).
  • L’incidenza complessiva di eventi avversi era paragonabile (OMA 41,1%, MOXI 48,5%); la differenza più rilevante si aveva per la diarrea (OMA 1,0%, MOXI 8,0%).
  • Si sono verificati 8 decessi nel gruppo OMA e 4 nel gruppo MOXI.
  • OMA non era inferiore a LIN per la risposta clinica precoce nelle infezioni cutanee (84,8% contro 85,5%; differenza -0,7%; IC95% da -6,3 a 4,9).
  • La risposta nelle infezioni da Staphilococcus aureus meticillina-sensibile e meticillina-resistente era paragonabile nei due gruppi.
  • L’incidenza complessiva di eventi avversi era paragonabile (OMA 48,3%, LIN 45,7%).

 

Limiti dello studio

  • Nello studio OPTIC sono stati esclusi i pazienti con CAP a più alto rischio (PSI V).
  • Nello studio OASIS-1 sono stati esclusi i pazienti con infezione da singolo patogeno gram-negativo perché il comparatore attivo è poco attivo sui batteri gram-negativi.

 

Perché è importante

  • L’omadaciclina è un nuovo antibiotico della famiglia delle amminometilcicline in grado di evadere meccanismi di resistenza a cui sono suscettibili le tetracicline da cui questi antibiotici derivano.
  • Una dose giornaliera di OMA, con l’opzione della transizione alla somministrazione orale, è risultata non inferiore alla monoterapia con altro antibiotico sia nella CAP che nelle infezioni cutanee.
  • Il profilo di sicurezza è in linea con quello delle tetracicline; gli eventi avversi interessano soprattutto il sistema gastrointestinale.
  • L’OMA è un’opzione promettente per il trattamento delle infezioni da batteri antibiotico-resistenti.
  • Altri studi dovranno accertare i vantaggi rispetto alle alternative già disponibili; andrebbe valutata con particolare attenzione la mortalità nelle polmoniti.