Obesità e diabete di tipo 2: la chirurgia bariatrica riduce il rischio di eventi cardiovascolari


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggio chiave

  • I pazienti obesi con diabete di tipo 2 (T2D) sottoposti a chirurgia metabolica hanno il 39% di probabilità in meno di andare incontro a un evento avverso cardiovascolare maggiore (major adverse cardiovascular event, MACE) dei pazienti in terapia convenzionale.

 

Descrizione dello studio

  • Sono stati inclusi nello studio 2.287 pazienti con T2D obesi (body mass index [BMI] ≥30) sottoposti a chirurgia metabolica tra il 1998 e il 2017 all’interno del Cleveland Clinic Health System.
  • Come comparatori, sono stati selezionati 11.535 pazienti non chirurgici (1:5) con T2D e obesità.
  • L’endpoint primario era l’incidenza di 6 MACE (mortalità per ogni causa, eventi coronarici, eventi cerebrovascolari, insufficienza cardiaca, nefropatia, fibrillazione atriale).
  • Gli endpoint secondari erano un composito di 3 MACE (mortalità, infarto del miocardio, ictus ischemico) e i 6 esiti dell’endpoint primario considerati separatamente.
  • Fonti di finanziamento: Medtronic (unrestricted grant), National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases.

 

Risultati principali

  • La distribuzione delle covariate era bilanciata tra il gruppo chirurgico e quello non chirurgico; il follow-up mediano era 3,9 anni (IQR 1,9-6,1).
  • Alla fine del periodo di studio (2018), hanno sperimentato l’endpoint primario 385 pazienti chirurgici e 3.243 pazienti non chirurgici.
  • L’incidenza cumulativa a 8 anni era 30,8% (IC 95% 27,6-34,0) nel gruppo chirurgico e 47,7% (46,1-49,2) nel gruppo non chirurgico (P
  • La differenza assoluta di rischio (ARD) a 8 anni era 16,9% (IC 95% 13,1-20,4); adjHR 0,61 (IC 95% 0,55-0,69).
  • Tutti gli endpoint secondari mostravano differenze significative in favore della chirurgia metabolica.
  • Sono deceduti per ogni causa 112 pazienti chirurgici e 1.111 pazienti non chirurgici (incidenza cumulativa a 8 anni 10,0% [IC 95% 7,8-12,2] e 17,8% [16,6-19,0], rispettivamente; ARD 7,8% [IC 95% 5,1-10,2]; adjHR 0,59 [IC 95% 0,48-0,72]).

 

Limiti dello studio

  • È uno studio retrospettivo, i risultati andrebbero confermati da studi randomizzati.

 

Perché è importante

  • La chirurgia metabolica si è dimostrata efficace nel controllo del T2D, ma i dati sugli esiti cardiovascolari sono scarsi.
  • Gli autori speculano che la riduzione dei MACE dopo chirurgia metabolica osservata in questo studio sia riconducibile alla perdita di peso e al conseguente miglioramento nelle anomalie metaboliche, strutturali, emodinamiche e neurormonali.