Nuovi dettagli sul legame tra dieta ricca di vegetali e salute di cuore e vasi

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • Il consumo di vegetali, in particolare se crudi, si associa a una riduzione del rischio di incidenza e mortalità per malattia cardiovascolare (CVD) e di mortalità generale.
  • I fattori confondenti residui sembrano però essere responsabili di gran parte delle associazioni osservate.

Una dieta ricca di vegetali è importante per la salute e la prevenzione di molte patologie, ma quando si valuta l’associazione tra consumo di vegetali e rischi per cuore e vasi non si possono ignorare fattori confondenti come stile di vita e status socio-economico.

Sono queste in estrema sintesi le conclusioni di uno studio recentemente pubblicato su Frontiers in Nutrition da Qi Feng della University of Oxford (Regno Unito) e della Chinese University of Hong Kong (Cina). “Le linee guida raccomandano da tempo un elevato consumo di vegetali per la popolazione generale e si stima che un consumo non adeguato di tali alimenti sia responsabile di circa 1,5 milioni di morti premature per malattie cardiovascolari ogni anno” affermano i ricercatori, ricordando che in realtà sono pochi i dati disponibili sugli effetti indipendenti di vegetali crudi e cotti sulla salute.

“Precedenti studi epidemiologici hanno portato a risultati contrastanti” spiegano Feng e colleghi che, per cercare di fare luce sul tema, hanno coinvolto nella loro ricerca circa 400.000 persone incluse nella UK Biobank, una coorte nella quale i partecipanti sono stati seguiti per oltre 10 anni.

Nello studio sono state stimate le associazioni tra assunzione di vegetali (riferita dai partecipanti attraverso questionari) e incidenza e mortalità per CVD. “Abbiamo anche provveduto ad aggiustare i risultati per status socioeconomico, stato di salute e fattori legati agli stili di vita” precisano gli autori.

Ebbene, nel corso di 12 anni di follow-up si sono verificati 18.052 eventi CVD maggiori 4.406 decessi CVD e in media i partecipanti hanno dichiarato di consumare 2,3 e 2,8 cucchiai da tavola colmi al giorno di vegetali crudi e cotti.

L’effetto protettivo per eventi e mortalità CVD è emerso in particolare per i vegetali crudi, con un hazard ratio aggiustato di 0,89 per l’incidenza e 0,85 per la mortalità CVD per il consumo più alto rispetto a quello più basso. Tale effetto non è stato osservato nel caso di consumo di vegetali cotti.

Come fanno notare gli autori, è importante sottolineare che l’aggiustamento per fattori confondenti ha ridotto di oltre l’80% le associazioni osservate per il consumo di vegetali crudi.

“I meccanismi alla base di questi risultati, incluse le differenze tra consumo di vegetali crudi e cotti, possono essere molteplici” spiegano i ricercatori, che nello studio ne descrivono alcune. “Di certo però i nostri dati sottolineano come i fattori confondenti abbiano un ruolo di primo piano nel determinare tali associazioni e si dovrebbe ripensare il legame tra consumo di vegetali e rischio CVD alla luce di questi risultati”.

“Ciò non toglie che, visti i benefici per la salute dell’uomo e del pianeta, le raccomandazioni sul consumo di diete ad alto contenuto di vegetali resta valido” concludono.