Nuovi dati sull’uso della cannabis nell’epilessia pediatrica

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • L’utilizzo della pianta intera di cannabis ha portato a una notevole riduzione della frequenza delle crisi in un gruppo di 10 bambini con epilessia non responsiva ad altri trattamenti.
  • Questi risultati, seppur preliminari, suggeriscono la possibilità di utilizzare questo trattamento e l’importanza di disegnare studi per approfondire l’argomento.  

Grazie all’uso di cannabis, in particolare della pianta intera, si è osservata una riduzione dell’86% nella frequenza delle crisi epilettiche in un gruppo di 10 bambini con epilessia grave e resistente a diverse linee di trattamento anti-epilettico.

Lo si legge sulle pagine della rivista BMJ Paediatric Open, dove sono stati pubblicati i risultati di una case series condotto in modo retrospettivo da un gruppo di ricercatori inglesi guidati da Rayyan Zafar di DrugScience UK e dell’Imperial College di Londra, primo nome dell’articolo.

“I potenziali benefici della cannabis nel trattamento dell’epilessia pediatrica sono noti sin dalla metà del XIX secolo, ma ancora oggi molti medici non sono propensi a prescrivere tale trattamento” esordiscono gli autori ricordando che, dopo alterne fortune dal punto di vista legislativo (diverse a seconda dei paesi), oggi sono disponibili alcuni prodotti medicinali a base di cannabis. “Questi prodotti possono essere derivati dalla pianta o sintetizzati in laboratorio e variano sia nella forma farmaceutica che nella composizione: dai singoli composti [spesso tetraidrocannabinolo (THC) o cannabidiolo (CBD)] a miscele complesse di centinaia di molecole diverse” precisano.

Resta il fatto che, nonostante la loro disponibilità sul mercato, i medicinali a base di cannabis non sono efficaci in tutti i bambini. In particolare, il gruppo di 10 pazienti inclusi nell’analisi retrospettiva mostrava una malattia resistente a diverse linee precedenti di trattamento, che in alcuni casi includevano anche medicinali a base di cannabis.

“I nostri dati mostrano però che l’utilizzo della pianta intera ha permesso di ridurre dell’86% la frequenza della crisi in tutti i bambini inclusi nello studio” spiegano gli autori. “I caregiver hanno inoltre riferito miglioramenti significativi e duraturi di tipo comportamentale, psicologico e delle facoltà cognitive legato all’uso di cannabis” aggiungono.

Nota dolente dell’uso della cannabis in questa forma sono senza dubbio i costi: 874 sterline (circa 1.000 euro) al mese per chi otteneva il trattamento attraverso prescrizioni private.

Pur riconoscendo le limitazioni dello studio, prime tra tutti l’esiguo numero di pazienti e il disegno retrospettivo, gli autori sono convinti che i risultati ottenuti siano un importante prova a sostegno della possibilità di utilizzare la pianta intera di cannabis medicinale per il trattamento di alcune forme particolarmente resistenti di epilessia pediatrica.

I dubbi relativi ai potenziali effetti collaterali a lungo termine non devono dissuadere a priori i medici dalla prescrizione: come ricordano i ricercatori, anche molti farmaci antiepilettici “tradizionali” si associano ad eventi avversi anche gravi, che spesso determinano l’interruzione del trattamento.

“Il sistema sanitario (inglese) dovrebbe includere questi medicinali nelle linee guida di prescrizione. Ciò sarebbe di grande utilità per le famiglie che oltre a dover affrontare lo stress psicologico della situazione devono oggi farsi carico anche di un onere finanziario notevole” concludono Zafar e colleghi, auspicando nuovi studi che chiariscano in dettaglio i meccanismi alla base dell’efficacia di questa terapia.