Nuove possibili opzioni di trattamento per la malattia di Cushing


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti con malattia di Cushing, osilodrostat riduce rapidamente i livelli sierici di cortisolo e le concentrazioni urinarie di cortisolo libero nelle 24 ore (24-h UFC).
  • Il trattamento migliora anche i segni clinici dell’ipercortisolismo, la qualità di vita relativa a Cushing (CushingQoL) e la depressione ed è in genere ben tollerato.
  • Osilodrostat rappresenta una nuova e promettente opzione di trattamento per i pazienti con la malattia di Cushing.

Descrizione dello studio

  • Lo studio prospettico, multicentrico, in aperto, di fase 3 con un periodo di sospensione in doppio cieco LINC3 era suddiviso in 4 periodi.
  • Sono stati arruolati pazienti adulti (età media 40 anni) con malattia di Cushing confermata o ricorrente non sottoposti in precedenza a rimozione chirurgica della ghiandola pituitaria o radiazioni, oppure che avevano rifiutato l’intervento chirurgico o non erano candidati alla chirurgia.
  • I 137 pazienti provenivano da 66 centri ospedalieri in 19 paesi.
  • Periodo 1 (12 settimane): osilodrostat per tutti i partecipanti con aggiustamenti ogni 2 settimane (1-30 mg 2 volte al giorno, per via orale) in base a 24-h UFC ore e alla sicurezza.
  • Periodo 2 (dalla settimana 13 alla 24): proseguito il trattamento con osilodrostat alla dose determinata nel periodo precedente.
  • Periodo 3 (a partire dalla settimana 26): i partecipanti con concentrazioni di 24-h UFC uguali o inferiori al limite superiore di normalità (ULN) alla settimana 24, senza incremento di dose dopo la settimana 12, sono stati assegnati, con stratificazione in base alla dose di osilodrostat alla settimana 24 e storia di radiazioni all’ipofisi, a osilodrostat o al passaggio a placebo per 8 settimane.
  • Periodo 4 (da settimana 35 a 48): osilodrostat per tutti i partecipanti fino al termine dello studio.
  • L’obiettivo primario era il confronto tra osilodrostat e placebo in termini di efficacia alla fine del periodo 3.
  • L’endpoint primario era la proporzione di pazienti assegnati a trattamento o placebo con risposta completa alla settimana 34, senza aumento della dose nel corso di questo periodo.
  • Fonte di finanziamento: Novartis Pharma AG.

Risultati principali

  • Il 53% dei partecipanti (n=72) è risultato eleggibile per la randomizzazione nella fase di sospensione: 36 hanno continuato osilodrostat e 35 sono passati a placebo.
  • Un paziente non è stato randomizzato e ha proseguito osilodrostat.
  • La percentuale di pazienti che hanno mantenuto risposta completa a 34 settimane è stata di 86% con osilodrostat versus 29% con placebo (odds ratio 13,7; P
  • Gli eventi avversi più comuni sono stati nausea (42%), cefalea (34%), fatigue (28%) e insufficienza surrenalica (28%).
  • Il 51% dei pazienti ha mostrato ipocortisolismo e nel 42% dei pazienti si sono manifestati eventi avversi legati ai precursori dell’ormone surrenale.

Limiti dello studio

  • Breve durata del periodo di sospensione di osilodrostat.
  • Nello studio non sono stati arruolati pazienti con più di 70 anni.
  • Non è da escludere la possibilità che le altre terapie assunte dai pazienti possano aver interferito con i risultati.

Perché è importante

  • Nonostante i miglioramenti nelle terapie, molti pazienti con la malattia non riescono a mantenere sotto controllo le concentrazioni di cortisolo e la malattia può recidivare anche dopo intervento chirurgico.
  • Servono nuove opzioni terapeutiche efficaci.
  • Nei primi mesi del 2020, osilodrostat è stato approvato in Europa per il trattamento di adulti con sindrome di Cushing endogena e negli USA in adulti con malattia di Cushing non eleggibili per il trattamento chirurgico o nei quali la chirurgia non è risultata curativa.
  • I risultati degli studi precedenti su questa terapia sono incoraggianti e il farmaco potrebbe rappresentare una nuova opzione terapeutica.