Nuove evidenze per la prevenzione e la terapia dello stress post-traumatico


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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Le raccomandazioni per la presa in carico del disturbo da stress post-traumatico (PTSD) sono frutto di una revisione sistematica e metanalisi della letteratura disponibile al 31 Marzo 2018 ed eseguita insieme alla Cochrane Collaboration, al NICE e all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Le raccomandazioni sono state emesse seguendo il sistema GRADE. 361 trial clinici randomizzati rispondevano ai criteri di inclusione, 327 dei quali hanno fornito dati inclusi nella metanalisi. L’outcome principale utilizzato per determinare l’efficacia di un intervento è il cambiamento nella sintomatologia. Tra i limiti principali, segnalati anche dai revisori, l’eterogeneità delle popolazioni oggetto degli studi inclusi nella metanalisi.

 

Domanda: Nei tre mesi che seguono un evento traumatico, gli interventi psicosociali migliorano gli esiti del disturbo e la sintomatologia, rispetto alla presa in carico normale o all’assenza di interventi?

 

Bambini e adolescenti

 

Interventi di prevenzione

Risultano efficaci gli interventi online di psicoeducazione per i bambini e per i caregiver.

Risultano da scoraggiare gli interventi di debrief psicologico individuale perché generano essi stessi sintomi ansiosi.

Mostrano prove di efficacia non sufficienti a raccomandarli la terapia cognitivo comportamentale e la psicoeducazione online limitata ai caregiver.

 

Trattamento precoce

Nei tre mesi successivi a un evento traumatico è raccomandata la terapia cognituvo comportamentale

Non vi sono prove sufficienti a sostegno della terapia cognitivo-comportamentale breve e la cura preventiva per livelli (stepped preventive care).

Non vi sono prove di efficacia nell’utilizzo del propanololo nei bambini e negli adolescenti.

 

Trattamento prolungato

Sono raccomandati la terapia cognitivo-comportamentale del bambino, del bambino col caregiver e l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).

Vi sono nuove prove a sostegno dell’utilità della psicoeducazione e del rafforzamento della relazione genitore-figlio.

Non vi sono prove di efficacia per altre tipologie di psicoterapia, per la mindfulness, per l’arteterapia e per il trattamento farmacologico con sertralina.

 

 

Adulti

 

Prevenzione

Interventi a seduta singola

Vi sono prove di efficacia emergenti per l’EMDR in seduta singola e per il Group 512PM; un programma testato in Cina che prevede debriefing e supporto dal gruppo di pari.

Interventi multipli

Sono efficacia la terapia diadica breve e intervento online autosomministrati. Altre forme di psicoterapia o intervento psicosociale risultano inefficaci

 

Trattamento precoce

Utili la terapia cognitivo-comportamentale e l’EMDR. hanno un basso livello di efficacia la terapia per livelli (stepped care), l’auto-aiuto e la terapia della scrittura.

La somministrazione precoce di idrocortisone riduce i sintomi nei tre mesi successivi. Gli altri interventi farmacologici precoci non sono raccomandati.

 

Trattamento di lungo termine

Sono efficaci la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma, l’EMDR, la terapia con realtà virtuale, il consolidamento mnesico.

Fluoxetina, sertralina, venlafaxina e paroxetina hanno efficacia limitata. Vi sono prove emergenti di utilità della quetiapina.

Tra i trattamenti non farmacologici con prove di efficacia emergenti si segnalano lo yoga, la TMS, il neurofeedback e l’agopuntura.