NSCLC: la risposta patologica completa dopo la terapia neoadiuvante è legata a una sopravvivenza più lunga

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Conclusioni

  • L’ottenimento di risposta patologica completa (pathological complete response, pCR) dopo la chemioterapia o la chemioradioterapia neoadiuvante nei pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) resecabile prevalentemente in stadio III è associato a meno recidive e a una sopravvivenza più lunga, secondo una metanalisi di 2 diversi tipi.

Perché è importante

  • I risultati di questa metanalisi aiuteranno i medici a consigliare i pazienti e a correggere la gestione dei pazienti.
  • I risultati giustificano l’uso della pCR come misura di esito nelle sperimentazioni cliniche.

Disegno dello studio

  • Ricerca nel database PubMed di studi sulla pCR dopo la terapia neoadiuvante per NSCLC resecabile e degli esiti a lungo termine.
  • Metanalisi dei dati aggregati (aggregated data, AD) di 28 studi (principalmente coorti retrospettive) con 7.011 pazienti.
  • Metanalisi dei dati di singoli pazienti (individual patient data, IPD) di un sottogruppo di studi nella metanalisi degli AD (cioè 24 studi con 6.274 pazienti).
  • Finanziamento: nessuno.

Risultati principali

Metanalisi degli AD

  • Tasso di pCR aggregato del 18% (IC 95%, 15%–21%).
  • La pCR è risultata associata a un miglioramento del 54% della sopravvivenza libera da eventi (event-free survival, EFS; HR=0,46; IC 95%, 0,37–0,57) e a un miglioramento del 50% della sopravvivenza complessiva (overall survival, OS; HR=0,50; IC 95%, 0,45–0,56) rispetto all’assenza di pCR.

Metanalisi degli IPD

  • OS a 5 anni:
    • pazienti con pCR, 63% (IC 95%, 59,6%–67,4%);
    •  pazienti senza pCR, 39% (IC 95%, 34,5%–44,5%).
  • La pCR è risultata associata a un miglioramento del 54% dell’EFS (HR=0,46; IC 95%, 0,36–0,58) e a un miglioramento del 51% dell’OS (HR=0,49; IC 95%, 0,43–0,55) rispetto all’assenza di pCR.
  • Questi risultati sono simili a quelli della meta-analisi degli AD.

Limiti

  • Gli studi inclusi erano prevalentemente coorti retrospettive; poche sperimentazioni randomizzate e controllate (n=1).