NSCLC in stadio III: trattamento dei casi N2-positivi e con mutazioni dell’EGFR non operabili

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Conclusioni

  • Il tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) in stadio III comprende tipi di tumori eterogenei, ciascuno con strategie terapeutiche diverse, ma in generale i pazienti con tumori operabili ottengono risultati migliori rispetto a quelli con tumori non operabili, secondo uno studio osservazionale nel mondo reale.
  • Per il sottogruppo N2-positivo il trattamento chirurgico sembra essere una buona opzione terapeutica.
  • Per l’NSCLC non operabile con mutazioni del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (epidermal growth factor receptor, EGFR) la chemioradioterapia (CRT) iniziale con inibitori tirosin-chinasici (tyrosine kinase inhibitor, TKI) dell’EGFR sequenziali sembra essere una buona opzione terapeutica.

Perché è importante

  • Questi risultati osservazionali devono essere confermati da studi randomizzati.

Disegno dello studio

  • Studio di coorte, osservazionale, nel mondo reale costituito dal sottogruppo con base a Taiwan (n=200) dello studio multinazionale KINDLE.
  • Finanziamento: AstraZeneca Taiwan.

Risultati principali

  • Nessuna differenza in termini di sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) o di sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) mediane tra pazienti con malattia in stadio IIIA e stadio IIIB.
  • L’NSCLC in stadio III operabile (rispetto a non operabile) ha evidenziato PFS (13,4 vs. 8,6 mesi; P=0,014) e OS (33,9 vs. 20,5 mesi; P<0,001) mediane migliori.
  • Nel sottogruppo N2-positivo la PFS risulta migliore dopo il trattamento chirurgico rispetto alla chemioradioterapia (13,4 vs. 7,3 mesi; HR=0,18; P<0,001), ma la OS non differisce (P=0,215).
  • Nel sottogruppo non operabile con mutazioni dell’EGFR, l’OS dopo CRT iniziale con TKI dell’EGFR sequenziali risulta migliore rispetto a TKI dell’EGFR come terapia iniziale (49,0 vs. 27,4 mesi; HR=3,09; P=0,03).

Limiti

  • Disegno retrospettivo osservazionale.
  • I dati demografici di base non erano equilibrati in tutti i sottogruppi.