NSCLC, in Italia la gestione multidisciplinare del paziente è ancora difficile


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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La diagnosi e il trattamento del cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato sono molto variabili nelle diverse Regioni italiane. Le principali barriere all’applicazione delle linee guida internazionali consistono in problemi logistici, liste di attesa e carenza di personale adeguatamente formato. A dichiararlo sono stati i 200 clinici che hanno partecipato a tre corsi sulla gestione del NSCLC localmente avanzato tenutisi nel 2018 a Milano, Roma e Catania. Ciò che è emerso nei dibattiti è stato ora elaborato in un articolo pubblicato sulla rivista La radiologia medica.

L’organizzazione dei corsi era stata stimolata dai risultati di un’indagine condotta dall’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica (AIRO), da cui era emersa una forte eterogeneità nella gestione del NSCLC localmente avanzato. I corsi duravano 2 giorni: il primo giorno, esperti in differenti campi dell’oncologia toracica facevano lezione su diagnosi e terapia; il secondo giorno, i partecipanti erano divisi in gruppi per discutere un caso clinico come team multidisciplinare (MDT).

I partecipanti hanno identificato tre punti chiave per una buona gestione dei pazienti: la diagnosi invasiva dei linfonodi per la stadiazione del tumore, una definizione oggettiva “a priori” della resecabilità chirurgica e MDT su base regolare con tutti i partecipanti cruciali. “La definizione di NSCLC localmente avanzato include un ampio spettro di presentazioni cliniche – sottolinea Davide Franceschini, radioterapista oncologico dell’Istituto Clinico Humanitas, primo autore dell’articolo – Una valutazione multidisciplinare è considerata essenziale per identificare il giusto percorso per ogni singolo paziente, come stabilito da tutte le linee guida internazionali”.

Anche se i partecipanti conoscono e approvano queste linee guida, in diversi casi le raccomandazioni non possono essere adottate nella vita reale. Dalla discussione è infatti emerso che nel Sud e nel Centro Italia mancano MDT regolari e completi, mentre nel Nord Italia gli MDT hanno poco tempo per la discussione dei casi clinici e ci sono lunghe liste di attesa per le procedure di stadiazione e quelle terapeutiche.