'Notturno', docufilm Fnomceo contro violenze a operatori


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Milano, 13 gen. (AdnKronos Salute) - Un docufilm per sensibilizzare sull'emergenza della violenza contro gli operatori sanitari che subiscono aggressioni, raccontando "la paura e la determinazione di uomini e donne, medici in prima linea per scelta, ma vittime di una condizione di insicurezza e solitudine". Si intitola 'Notturno', è diretto da Carolina Boco e prodotto da Corrado Azzollini per Draka Production, in collaborazione con la Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo). Girato di notte durante una guardia medica, raccoglie le testimonianze di camici bianchi aggrediti con il commento di alcuni giornalisti, intercalato da parti di fantasia.

Il docufilm sarà presentato in anteprima nazionale a Roma mercoledì 5 febbraio, alle 15.30 nell'Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, in via di Campo Marzio 78. "Un film-denuncia sulla violenza contro i medici - spiega il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli - ma soprattutto sulla solitudine, su un'organizzazione che lascia i professionisti da soli. Fortemente voluto e promosso dalla Fnomceo, il docufilm ha l'obiettivo di far riflettere tutti sullo stato in cui versa la professione, specie in alcuni ambiti come la continuità assistenziale e i pronto soccorso, e vuole stimolare i decisori a invertire la rotta, avviare una riforma soprattutto delle aree più critiche della professione".

Partecipazioni d'eccezione quella dell'attrice Maria Grazia Cucinotta, oltre che dei giornalisti Massimo Giletti e Gerardo D'Amico, che "con le loro inchieste - sottolinea la Federazione degli Ordini medici - hanno tante volte raccontato le aggressioni e analizzato le cause di questa preoccupante escalation che fa luce su una profonda frattura tra la professione medica e la società civile".

Al centro del progetto, anticipa la Fnomceo, ci sono le voci di medici che hanno subito direttamente violenza durante un turno di lavoro: Giovanni Bergantin, medico di medicina generale, preso a calci e pugni da un paziente; Ombretta Silecchia, minacciata con una pistola durante l'attività di guardia medica; Vito Calabrese, marito di Paola Labriola, psichiatra uccisa da un suo paziente.

"Il cinema è una forma d'arte, ma anche un potente mezzo di comunicazione - dichiara il produttore della Draka Azzollini - e per questo abbiamo creduto fosse giusto sposare un tema divenuto così urgente nella cronaca di tutto il Paese, un problema di enorme rilevanza sociale, culturale e politica. Non siamo abituati ad ascoltare i medici che parlano delle loro paure, delle loro difficoltà. Forse inconsciamente crediamo che siano invincibili, eppure sono persone, che meritano di lavorare in sicurezza".