Non è un Paese per medici, allarme Fnomceo


  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 30 mag. (AdnKronos Salute) - Un medico in crisi, solo, esasperato, a rischio burnout; aggredito dai pazienti, vessato da turni di lavoro impossibili, imbrigliato da protocolli e linee guida. Tanto da sognare, sempre più, la fuga dagli ospedali verso le cliniche private, oppure dal nostro Paese all'estero, alla volta di Stati che offrono retribuzioni e soprattutto condizioni di lavoro migliori: Inghilterra, Belgio, Scozia, Germania, ma anche i Paesi arabi, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, Dubai e Kuwait. Questo l'identikit dei camici bianchi che sta emergendo dagli Stati generali della professione medica, il percorso di cambiamento messo in atto dalla Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, e che sabato primo giugno farà tappa a Venezia.

Nella Sala San Domenico della Scuola grande di San Marco (ospedale Civile di Venezia) si svolgerà infatti il convegno dal titolo 'Verso gli Stati generali… Medicina Meccanica 2.0: il medico e il suo non tempo', organizzato dall'Ordine provinciale di Venezia attraverso la sua Fondazione Ars Medica. Nel corso della mattinata saranno presentati, in anteprima, i risultati di un sondaggio sulla condizione della classe medica, realizzato tra gli iscritti all'Ordine veneziano dal 19 aprile al 6 maggio, e affidato al Centro studi dell'Associazione artigiani e piccole imprese Cgia di Mestre. Al questionario, somministrato per capire come medici e odontoiatri vivano i cambiamenti profondi che stanno attraversando la professione, hanno risposto in pochi giorni circa 500 tra dipendenti, convenzionati, liberi professionisti, odontoiatri.

Un dato spicca subito come "sintomo della sofferenza profonda della categoria", sottolinea la Fnomceo: alla domanda 'stai pensando di andare all'estero?', ben il 71% di chi ha risposto, medici e odontoiatri sotto i 55 anni, ha detto di star "valutando l'ipotesi" o di averlo "già deciso".

"Un dato eclatante, ma che è in linea con l'analogo disagio che stiamo rilevando a livello nazionale - commenta il vicepresidente della Fnomceo, Giovanni Leoni, presidente dell'Ordine dei medici di Venezia - Per sensibilizzare i cittadini e la politica su questa problematica, abbiamo voluto aprire gli Stati generali con la presentazione della campagna 'Offre l'Italia': due manifesti e uno spot che rappresentano giovani medici, laureati in Italia e poi costretti a fuggire all'estero per specializzarsi, ma anche per lavorare in condizioni migliori".

"Occorre un cambio di passo - sottolinea - una mutazione profonda dell'essere medico, dell'esercizio della professione, del contesto, che renda nuovamente attrattivo per i medici e gli operatori il nostro Ssn".