Neurologi a Speranza, serve tavolo per Piano settore

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Roma, 10 mar. (Adnkronos Salute) - Una persona su tre, nella vita, è destinata a sviluppare una malattia neurologica. Ed è stato calcolato che negli ultimi trent'anni i decessi attribuibili a questa causa siano cresciuti del 39%. Un esempio dei problemi che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi anni è la malattia di Alzheimer, che oggi colpisce 600mila persone e la cui incidenza passerà dai 204.584 nuovi casi all'anno del 2020 ai 288.788 del 2040. Dati che hanno spinto la Società italiana di neurologia (Sin) a scrivere al ministro della Salute, Roberto Speranza, perché avvii un tavolo inter-istituzionale permanente per il varo di un Piano nazionale per il riordino e il disegno delle future strategie per la neurologia. Se ne è parlato oggi a Roma nel corso della presentazione del rapporto 'Next - Neuroscience Exploring Tomorrow 2021', in cui la Sin indica le direttrici per il rinnovamento dell'assistenza neurologica italiana.

"Vogliamo collaborare con le istituzioni - sottolinea il presidente Sin, Alfredo Berardelli - per rispondere ai bisogni posti dalla diffusione delle malattie neurologiche, caratterizzate da una complessità clinica e da una importante cronicità come le patologie neurodegenerative per la gestione delle quali la risposta obbligata è l'organizzazione dei servizi in rete, che a sua volta deve fare perno sull'unitarietà dell'Unità operativa di neurologia". Secondo Gioacchino Tedeschi, past president Sin, "per rispondere adeguatamente alle molteplici istanze è necessario agire su quattro diversi livelli: aumentare il numero dei neurologi; potenziare le Unità operative complesse di neurologia; incrementare a 5 anni la durata della Scuola di specializzazione in neurologia; aumentare i centri di eccellenza per il trattamento delle patologie neurologiche con copertura omogenea del territorio nazionale".

L'innovazione organizzativa che si propone è "riorganizzare il sistema ospedaliero alla luce dell'alta complessità e prevedere una serie di azioni, a partire dall'individuazione degli ospedali di primo, secondo e terzo livello", precisa Tedeschi. La gestione delle malattie neurologiche, oltre che sul fronte ospedaliero, va affrontata anche da altri versanti: "Sono indispensabili un'adeguata prevenzione a cominciare dagli stili di vita, l'accesso equo e uniforme sul territorio nazionale alla diagnosi e a cure personalizzate e innovative, il rafforzamento dell'assistenza territoriale e domiciliare", sostiene Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.

Una spinta verso il futuro della neurologia viene dalla digital health, che non è limitata alla telemedicina, dove si sono compiuti enormi progressi, ma si serve anche della genomica e dell'intelligenza artificiale. "C'è la necessità - evidenzia Luca Pani dell'università di Modena e Reggio Emilia - di far comprendere non solo agli utilizzatori finali, ma anche ai decisori politici le enormi opportunità della digital health che consente di ridurre i carichi di lavoro, di aumentare l'efficienza e di ottimizzare i costi. Ma è anche utile realizzare una sorta di cartello sulle malattie neurologiche in chiave digitale, che favorisca la condivisione delle esperienze e consenta di elaborare modelli comuni da proporre agli organismi istituzionali, oltre che promuovere le partnership pubblico-privato che hanno dimostrato di essere una carta vincente nello sviluppo dei vaccini anti Covid-19".