Neonatologi, 'virus sinciziale epidemia, crescono bimbi in intensiva'

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Milano, 19 dic. (Adnkronos Salute) - Crescono in Italia i bimbi ricoverati in terapia intensiva per il virus sinciziale Rsv. Gli esperti della Società italiana di neonatologia (Sin) esprimono "preoccupazione", oltre che per l'impatto dell'influenza stagionale sui più piccoli, anche per l'Rsv che "sta facendo registrare un alto numero di ricoveri di neonati e bambini nel primo e secondo anno di vita", spiega il presidente della Sin, Luigi Orfeo. "Siamo in epidemia", avverte l'esperto che raccomanda, anche in vista delle feste di Natale: "Non baciate i bambini e non fumate vicino a loro".

"Possiamo parlare di epidemia - afferma Orfeo, anche membro del comitato scientifico di Asm Onlus, Associazione italiana studio malformazioni), e direttore dell'Unità operativa complessa di Pediatria, Neonatologia e Terapia intensiva neonatale (Tin) all'Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina-Gemelli Isola di Roma - Il virus respiratorio sinciziale sta avendo lo stesso andamento del virus influenzale, nel senso che quest'anno si è anticipato rispetto agli anni passati e si sta manifestando in maniera sicuramente molto più violenta, quindi con una contagiosità maggiore e anche con una gravità di infezione ben superiore rispetto agli anni passati".

Se "normalmente il virus ha una sua stagionalità fra il mese di novembre e il mese di marzo", per lo specialista "quest'anno il picco si avrà probabilmente tra fine dicembre e inizio gennaio". Non solo: l'Rsv "sta portando a un elevatissimo numero di contagi e ricoveri anche in terapia intensiva neonatale. Perché il virus respiratorio sinciziale - ricorda Orfeo - può causare una malattia che si chiama bronchiolite, interessando quindi la parte più periferica dell'albero bronchiale del bambino, che può condurre a insufficienza respiratoria e necessitare anche di intervento di tipo intensivo, quindi di ricovero nelle terapie intensive neonatali e pediatriche".

Per evitare di arrivare all'infezione acuta, "si può fare solo prevenzione di tipo igienico-ambientale - sottolinea Orfeo - Quindi stare molto attenti che i bambini, soprattutto quelli più piccoli e quelli con un'età inferiore ai 6 mesi, non stiano a contatto con persone che hanno delle infezioni respiratorie. Quando si entra in una casa dove c'è un bambino piccolo", poi, "bisogna lavarsi accuratamente le mani". Il presidente dei neonatologi invita inoltre a "evitare di baciare i bambini, evitare di fumare in casa, perché anche il fumo favorisce la possibilità di avere una forma grave di infezione nei bambini. E non appena si hanno dei segnali di allarme, rivolgersi al pediatra".

Ma quali sono i segnali di allarme? "Purtroppo queste malattie possono simulare un banale raffreddore, ma se dovesse comparire una tosse secca e stizzosa, insistente, se si dovesse presentare una difficoltà respiratoria, con un aumento della frequenza e anche della rumorosità del respiro, e se il bambino rifiutasse il cibo - elenca l'esperto - ecco, questi sono tutti segnali che la malattia sta progredendo, che la gravità aumenta e bisogna quindi immediatamente portarlo dal pediatra per valutare il ricovero".

Ci sono categorie di piccoli particolarmente a rischio di insufficienza respiratoria se colpiti dal virus respiratorio sinciziale, precisa ancora Orfeo: sono i bambini ex prematuri, nati prima del termine della gravidanza, ma anche quelli che soffrono di cardiopatie congenite o di malformazioni alla nascita che li espongono maggiormente al pericolo di deficit respiratorio in caso di bronchiolite. "Una parte rilevante di questi bambini, purtroppo, oltre a essere ricoverati in ospedale possono avere bisogno di assistenza respiratoria attraverso l'utilizzo di respiratori automatici. E' necessario - ammonisce lo specialista - che tutte le neonatologie e tutti i reparti pediatrici sul territorio italiano siano provvisti di respiratori neonatali di ultima generazione". 

Con questo obiettivo Asm e Fondazione Asm che da 40 anni promuovono la prevenzione e sostengono la ricerca scientifica per migliorare la salute in gravidanza e la cura delle patologie neonatali - ricorda una nota - sono impegnate nella donazione di respiratori neonatali con la campagna 'Diamo respiro alla vita dei neonati prematuri', che ha lo scopo di donare respiratori di ultima generazione a diversi reparti Tin negli ospedali di tutta Italia. Questi apparecchi tecnologicamente avanzatissimi, progettati e prodotti interamente in Italia, sono in grado di aumentare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza di molti fra i 30mila neonati prematuri e ultraprematuri che ogni anno nascono in Italia. Per informazioni e donazioni ci si può rivolgere ad Asm (Corso Italia 45, 20122 Milano, telefono 0258430313, e-mail redazione@asmonlus.it, fax 0258430188).