Nelle gravidanze a basso rischio non servono più ecografie nel terzo trimestre


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • Nelle gravidanze a basso rischio, due ecografie aggiuntive nel terzo trimestre aumentano il riconoscimento della restrizione di crescita fetale, ma non riducono l’incidenza di eventi avversi perinatali gravi.
  • Il monitoraggio ecografico ripetuto si associa a un moderato aumento nell’induzione del travaglio.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio pragmatico IRIS ha coinvolto 60 centri ostetrici olandesi e 13.046 donne (età >16 anni) con gravidanza singola.
  • I centri sono stati randomizzati per offrire le cure usuali o l’intervento.
  • Le donne assegnate all’intervento (n=5.979) sono state sottoposte, oltre che alle cure usuali, a due ecografie aggiuntive alle settimane 28-30 e 34-36.
  • L’esito composito primario era una misura degli eventi avversi perinatali (morte, Apgar
  • Gli esiti secondari erano esiti compositi di morbosità materna e interventi ostetrici.
  • Fonte di finanziamento: Netherlands Organisation for Health Research and Development.

 

Risultati principali

  • Le diagnosi di piccolo per l’età gestazionale erano significativamente più numerose nel gruppo di intervento che nel gruppo controllo (32% contro 19%; P
  • L’incidenza di eventi avversi perinatali gravi era 1,7% nel gruppo di intervento e 1,8% nel gruppo controllo.
  • Dopo correzione dell’analisi per fattori confondenti, la differenza tra i gruppi non era significativa (OR 0,88; IC 95% 0,70-1,20).
  • Nel gruppo di intervento era più frequente l’induzione del travaglio (OR 1,16; IC 95% 1,04-1,30) e meno frequente l’intensificazione del travaglio (0,78; 0,71-0,85).
  • Gli esiti materni e altri interventi ostetrici non differivano nei due gruppi.

 

Perché è importante

  • La restrizione della crescita fetale è un fattore di rischio per mortalità e morbosità perinatale e per malattie cardiovascolari e patologie neurologiche in età adulta.
  • Il monitoraggio ecografico permette di identificare la restrizione della crescita fetale con più facilità.
  • I risultati dello studio indicano che questa strategia non comporta rischi o benefici per il feto.
  • I dati non supportano il ricorso a ecografie ripetute nel terzo trimestre di gravidanza.