Nell’approccio clinico ai gliomi maligni bisogna considerare il sesso del paziente


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Dai dati disponibili emerge che i gliomi maligni presentano caratteristiche cellulari e molecolari diverse nei due sessi e che queste differenze influenzano il comportamento del tumore. L’emergere di queste peculiarità suggerisce che la gestione clinica del paziente non possa prescindere dal sesso. La rivista Cancer Letters ha appena pubblicato un’analisi aggiornata della letteratura sull’argomento condotta dai ricercatori dell’Istituto Regina Elena di Roma e dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’analisi si è focalizzata in modo particolare sul glioblastoma multiforme, che da solo rappresenta il 56% di tutti i gliomi ed è un tumore particolarmente aggressivo. Secondo i dati epidemiologici i gliomi ad alto grado sono più frequenti negli uomini, mentre i glioblastomi multiformi secondari sono più frequenti nelle donne.

Le caratteristiche del glioblastoma multiforme che appaiono legate al sesso sono numerose, e includono il pathway molecolare responsabile del rischio genetico (EGFR per gli uomini e TERT per le donne), i marcatori prognostici (la mutazione di IDH1 è più frequente negli uomini, mentre l’ipermetilazione  di MGMT è più frequente nelle donne), il pathway cellulare potenzialmente predittivo della risposta ai farmaci (il signaling del ciclo cellulare negli uomini, il signaling delle integrine nelle donne). Le donne rispondono meglio alla terapia di prima linea, il protocollo Stupp (rimozione chirurgica, radioterapia e temozolomide), ma hanno un rischio più alto di tossicità ematologica indotta dalla temozolomide.

“Il glioma maligno e il glioblastoma multiforme sono candidati ad essere considerati patologie legate al sesso e queste malattie andrebbero affrontate clinicamente tenendo conto del sesso del paziente – scrivono gli autori dell’articolo – Gli studi clinici condotti in passato che non hanno considerato il sesso del paziente come un punto chiave e che non hanno dato risultati significativi andrebbero rivalutati in modo retrospettivo dando peso a questo nuovo fattore critico”.