Nei bambini obesi la corteccia cerebrale è più sottile


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In bambini di 9-10 anni, un alto indice di massa corporea (BMI) si associa a un minore spessore della corteccia cerebrale misurata mediante risonanza magnetica strutturale.
  • Questa associazione è molto evidente a livello della corteccia prefrontale, una regione cruciale per le funzioni esecutive come attenzione, processo decisionale e problem solving.
  • Un alto BMI si associa a punteggi più bassi nei test che misurano le funzioni esecutive.
  • I risultati vanno interpretati con cautela.

 

Descrizione dello studio

  • Sono stati studiati 3.190 soggetti di 9-10 anni partecipanti al Adolescent Brain Cognitive Development (ABCD) study.
  • Dalle immagini di risonanza magnetica strutturale T1-pesate sono state ricavate le mappe di spessore della corteccia cerebrale.
  • I bambini sono stati sottoposti a 4 test che valutano le funzioni esecutive: dimentional card sorting (misura la capacità di spostare l’attenzione), list sorting (misura la memoria di lavoro), matrix reasoning (misura le abilità di problem solving) e flanker test (misura l’attenzione selettiva).
  • È stata esplorata l’associazione tra BMI e spessore della corteccia o funzioni esecutive.
  • Fonte di finanziamento: National Institutes of Health.

 

Risultati principali

  • I bambini con un BMI più alto mostravano un minore spessore della corteccia.
  • Si osservava un’associazione inversa significativa tra BMI e 18 regioni corticali.
  • Le correlazioni più importanti erano a livello della corteccia prefrontale.
  • Il BMI era inversamente correlato alla performance nel dimensional card sorting (r=-0,088; Plist sorting (r=-0,061; Pmatrix reasoning (r=-0,095; Pflanker test.
  • Lo spessore medio della corteccia prefrontale mediava l’associazione tra BMI e list sorting, ma non tra BMI e card sorting o matrix reasoning.

 

Limiti dello studio

  • Il design dello studio (trasversale) non consente di stabile un nesso di causalità.
  • Non sono stati considerati potenziali fattori confondenti come cattiva nutrizione, stress, attività fisica, contesto socioeconomico.

 

Perché è importante

  • L’obesità in età infantile è un problema in costante aumento.
  • Questo studio suggerisce che l’obesità si associa ad alterazioni nello sviluppo della corteccia cerebrale, in particolare di quella prefrontale.
  • Il dato va interpretato con cautela perché studiare la struttura del cervello di individui in crescita non è semplice e per alcuni limiti dello studio.
  • L’editoriale che accompagna l’articolo pone l’attenzione sul rischio che una cattiva interpretazione di questo tipo di studi accentui lo stigma sull’obesità in età adolescenziale con conseguenze negative: se pensi che fallirai, fallirai.