Negli anziani, la prevenzione primaria con statine potrebbe essere utile solo per i diabetici


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Messaggi chiave

  • Nella popolazione anziana, l’effetto delle statine in prevenzione primaria dipende dalla presenza di diabete di tipo 2.
  • Il trattamento con statine riduce l’incidenza di malattie cardiovascolari aterosclerotiche e la mortalità per tutte le cause in soggetti di età superiore a 75 anni con diabete, ma questi benefici non sono visibili nei soggetti non diabetici.
  • L’effetto protettivo delle statine nei pazienti diabetici si riduce dopo gli 85 anni e scompare nei novantenni.
  • L’uso delle statine su ampia scala non è raccomandabile in soggetti anziani e molto anziani, ma potrebbe essere importante in soggetti con diabete di tipo 2 ed età inferiore a 85 anni.

Descrizione dello studio

  • Nello studio retrospettivo di coorte sono stati utilizzati i dati del database catalano di assistenza primaria (SIDIAP).
  • Sono stati coinvolti nell’analisi 46.864 soggetti di età uguale o superiore a 75 anni senza diagnosi di malattia cardiovascolare aterosclerotica (MCVA).
  • I partecipanti sono stati stratificati in base alla presenza di diabete di tipo 2 (DT2) e in base all’uso di statine (non-utilizzatori o nuovi utilizzatori).
  • Le principali misure di esito comprendevano le incidenze di MCVA e mortalità per tutte le cause confrontate utilizzando modelli a rischi proporzionali di Cox.
  • La relazione tra età ed effetto delle statine è stata valutata sia con un approccio per categorie, stratificando cioè l’analisi in gruppo anziani (75-84 anni) e molto anziani (≥85 anni), sia con un’analisi in continuo, utilizzando un modello a rischio proporzionale di Cox aggiuntivo.
  • Fonte di finanziamento: cofinanziato, tra gli altri, da fondi dell’Unione Europea ERDF.

Risultati principali

  • Nei soggetti senza diabete e di età compresa tra 75 e 84 anni sono stati registrati hazard ratio (HR) per l’uso delle statine pari a 0,94 (IC 95% 0,86-1,04) per MCVA e a 0,98 (0,91-1,05) per la mortalità per tutte le cause.
  • Nella fascia di età uguale o superiore a 85 anni i valori si sono assestati su 0,93 (0,82-1,06) e 0,97 (0,90-1,05), rispettivamente.
  • Nel caso di soggetti diabetici di età pari a 75-84 anni sono stati registrati HR di 0,76 (0,65-0,89) per MCVA e 0,84 (0,75-0,94) per la mortalità per tutte le cause.
  • Nei diabetici di età uguale o superiore a 85 anni, sono stati registrati, rispettivamente, HR pari a 0,82 (0,53-1,26) e 1,05 (0,86-1,28).
  • L’analisi dell’effetto su una scala continua ha confermato la mancanza di un beneficio delle statine nei partecipanti senza diabete di età superiore a 74 anni.
  • Nei partecipanti diabetici, è stato osservato un effetto protettivo delle statine nei confronti di MCVA e mortalità per tutte le cause, ma tale effetto si è ridotto in modo sostanziale in soggetti di età superiore a 85 anni ed è scomparso dopo l’età di 90 anni.

Limiti dello studio

  • Non è possibile escludere la presenza di fattori confondenti, soprattutto per quanto riguarda le indicazioni.
  • Non erano disponibili informazioni sull’origine etnica dei partecipanti.
  • Non erano disponibili dati sull’effetto delle statine sui decessi cardiovascolari.
  • Il limitato potere statistico non ha permesso di effettuare analisi comparative tra i dati di alcuni sottogruppi.

Perché è importante

  • Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nel mondo e le persone anziane sono particolarmente esposte ai rischi legati a tali patologie.
  • Le statine si sono rivelate efficaci nella prevenzione secondaria di eventi cardiovascolari in persone di età uguale o superiore a 75 anni.
  • In termini di prevenzione primaria ci sono dati a sostegno di un effetto benefico delle statine in soggetti di età superiore a 65 anni.
  • Mancano dati relativi all’effetto delle statine in prevenzione primaria in soggetti di età uguale o superiore a 74 anni e in particolare in quelli over84, una popolazione in continua crescita, ma ancora poco rappresentata negli studi clinici.