NCCN: la sorveglianza attiva non è più il trattamento preferito per il tumore prostatico a basso rischio

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Conclusioni

  • L’NCCN ha modificato la propria raccomandazione di lunga data di sottoporre a sorveglianza attiva i pazienti affetti da tumore prostatico a basso rischio.
  • Raccomanda ora sorveglianza attiva, radioterapia o trattamento chirurgico, senza un trattamento preferito.

Perché è importante

  • Uno studio del 2020 ha concluso che, data l’eterogeneità della malattia, in alcuni tumori classificati come a basso rischio può essere necessario un trattamento precoce, mentre altri possono essere seguiti molto meno intensamente in un certo intervallo di tempo.
  • Il cambiamento delle linee guida porterà a una riduzione della sorveglianza attiva e a un aumento del trattamento iniziale mediante chirurgia e radioterapia per malattia a basso rischio, a parere di molti medici un sovratrattamento con eventi avversi che cambiano la vita, tra cui incontinenza e disfunzione erettile.

Punti salienti

  • Per i pazienti con un’aspettativa di vita prevista ≥10 anni, l’NCCN raccomanda uno qualsiasi dei seguenti metodi:
    • Sorveglianza attiva:
      • biopsia di conferma ± RM multiparametrica (mpRM) ± analisi molecolare del tumore per stabilire l’idoneità alla sorveglianza attiva;
      • test del PSA non più di una volta ogni 6 mesi, salvo clinicamente indicato;
      • esame rettale digitale non più di una volta ogni 12 mesi, salvo clinicamente indicato;
      • ripetizione della biopsia prostatica non più di una volta ogni 12 mesi, salvo clinicamente indicato;
      • ripetizione della mpRM non più di una volta ogni 12 mesi, salvo clinicamente indicato.
    • EBRT o brachiterapia.
    • Prostatectomia radicale.