NASH: risultati incoraggianti di pegbelfermin


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti sovrappeso o obesi con steatoepatite non alcolica (non-alcoholic steatohepatitis, NASH), il trattamento di 16 settimane con pegbelfermin è superiore al placebo nel ridurre la frazione grassa del fegato; in più della metà dei pazienti la riduzione è superiore al 30%.
  • Il trattamento con pegbelfermin si associa a un miglioramento dei parametri metabolici.
  • Il trattamento è sicuro e ben tollerato.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio multicentrico in doppio cieco di fase 2a ha arruolato soggetti adulti con un indice di massa corporea ≥25 kg/m2, NASH confermata da biopsia (fibrosi stadio 1-3) e frazione grassa epatica ≥10%.
  • I pazienti sono stati randomizzati (1:1:1; stratificazione per diabete di tipo 2): un gruppo (n=26) ha ricevuto placebo una volta al giorno, un gruppo (n=25) 10 mg di pegbelfermin una volta al giorno e un gruppo (n=24) 20 mg di pegbelfermin una volta a settimana.
  • Il trattamento è durato 16 settimane.
  • L’esito primario era una variazione del 5% nella frazione grassa del fegato alla settimana 16.
  • L’analisi è stata fatta per intenzione al trattamento
  • Fonte di finanziamento: Bristol-Myers Squibb.

 

Risultati principali

  • Rispetto ai pazienti che hanno ricevuto il placebo, i pazienti trattati con pegbelfermin hanno mostrato una riduzione significativamente maggiore della frazione grassa del fegato (pegbelfermin 10 mg: -6,8% contro -1,3% e P=0,0004; pegbelfermin 20 mg: -5,2% contro -1,3% e P=0,008).
  • Il trattamento con pegbelfermin aumentava i livelli di adiponectina (un’adipochina con effetti benefici per il fegato) e riduceva quelli dei lipidi e dei marcatori di danno epatico e del marcatore di fibrosi PRO-C3.
  • La maggior parte degli eventi avversi erano lievi; i più comuni erano diarrea (16% dei pazienti trattati con pegbelfermin e 8% dei pazienti del gruppo placebo) e nausea (14% dei pazienti trattati con pegbelfermin e 8% dei pazienti del gruppo placebo).
  • Nessuno dei pazienti ha interrotto il trattamento per eventi avversi e non si è verificato nessun evento avverso grave legato al trattamento.

 

Limiti dello studio

  • Sono stati trattati pochi pazienti e per un periodo limitato.
  • Lo studio non prevedeva biopsie epatiche per valutare gli effetti a livello istologico.

 

Perché è importante

  • La prevalenza della NASH è in aumento e non ci sono terapie approvate per questa patologia.
  • Pegbelfermin è un analogo pegilato del fattore di crescita dei fibroblasti 21 (FGF21), una molecola con attività regolatorie sul metabolismo energetico.
  • I risultati dello studio di fase 2a suggeriscono che il farmaco possa essere utile nei pazienti con NASH e supportano l’esecuzione di ulteriori studi clinici che valutino più approfonditamente l’effetto di pegbelfermin.
  • I pazienti trattati con pegbelfermin sviluppano anticorpi anti-FGF21, tuttavia i livelli di anticorpi sono bassi e non si sono verificate reazioni immuni indesiderate.