Napoli, violenza sessuale su pazienti, ordinanza per cardiologo

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Napoli, 14 ott. (Adnkronos) - Un'ordinanza applicativa del divieto di esercitare la professione medica per 1 anno è stata eseguita nei confronti di un cardiologo della Asl Napoli 3 Sud gravemente indiziato del reato di violenza sessuale continuata nei confronti di pazienti donne. L'ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina. Le indagini sono scattate a seguito della denuncia di una delle pazienti del cardiologo, che ha riferito di aver subito palpeggiamenti e molestie di vario genere ad opera dell'indagato nel corso di una visita medica effettuata in una struttura pubblica.

Le indagini svolte dagli agenti del Commissariato di Pompei e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata hanno permesso di raccogliere gravi elementi a carico dell'indagato, che avrebbe posto in essere reiteratamente condotte analoghe nei confronti di più pazienti di sesso femminile, anche in epoca recente. Secondo quanto ricostruito anche attraverso intercettazioni ambientali audio-video e la testimonianza delle pazienti, il medico commetteva abusi sessuali consistenti in palpeggiamenti del seno, dell'inguine e di altre zone intime delle pazienti, in alcuni casi strusciava i propri genitali contro parti del corpo delle vittime. Gli atti sessuali venivano mascherati e dissimulati nell'ambito dell'ordinaria attività di diagnosi medica.

Alcune delle vittime, preoccupate per la visita medica e fiduciose nella professionalità del sanitario, non si erano nemmeno rese conto delle palpazioni e dei toccamenti impropri del medico, il quale aveva agito, si legge nell'ordinanza, "sfruttando la posizione di inferiorità psicologica delle vittime" nei confronti dello stesso. La Procura aveva chiesto nei confronti del medico una misura coercitiva, ma il gip ha emesso l'ordinanza interdittiva del divieto di esercitare la professione medica per 12 mesi.

Nell'ordinanza il gip evidenzia che "si tratta di fatti seriali commessi con spregiudicatezza e abilità", dai quali è emerso che l'indagato "considera le sue pazienti come una sorta di personale riserva di caccia sulla quale dar sfogo alle sue pulsioni sessuali".